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Il Nano Morgante | La sorte dell’onesto

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Il Nano Morgante | La sorte dell’onesto

Ha una sua eloquenza la circostanza che avverso ad una contravvenzione AMT (pari a 40 €, pagati sull’unghia), ritenuta indebita ed ingiustificatamente comminata, occorre presentare ricorso alla stessa Azienda, salvo incappare nel pari salasso della obbligatoria marca minima preventiva, fissata dalla norma per ricorrere al Giudice di Pace.

Ha analoga eloquenza la circostanza che l’eventuale ricorso non interrompa i termini dell’iter sanzionatorio e la moltiplicazione del gravame. Pagare diviene quindi prioritario, a prescindere da ogni circostanza di merito ed in barba a qualsivoglia propria ragione, al fine di non incorrere in una incremento esponenziale dell’importo.

In buona sostanza, senza inoltrarci nel fitto normativo che dalla questione si innerva ed in cui gli avvocati sono titolati ed eruditi, pare proprio complicato per l’ onesto utente, incappato ingiustamente in tale lacciolo, far valere ragione ed onestà.

In materia di “verità”, dinanzi ad una “rivoluzione antropologica in cui tace Sant’Agostino e parla Vasco Rossi” (cit. L. Allodi),  pare invalsa e radicata la convinzione che onestà e buona fede siano virtù scomparse dalla faccia della Terra, similmente ai Dinosauri del Cretaceo.

In conclusiva sintesi, per chi incappasse in un autobus  in cui 1 delle 2 obliteratrici presenti, come nel caso di specie,  fosse “fuori servizio” e  l’altra  avesse una “efficienza a singhiozzo” e laddove la circostanza, fatta rilevare ai controllori, non suscitasse giustificazione, sarà la contravvenzione il destino implacabile.

D’altronde, non è immediato saper distinguere, anche da parte dei controllori,  chi è incorso suo malgrado, con presuntiva ragione, nella impossibilità di una tempestiva obliterazione del biglietto e chi, invece, si accolla quotidianamente il rischio ed il ruolo dell’abusivo.

In tal senso, ecco calare ad impietosa conferma “la fortuna aiuta gli audaci” di antica memoria: a giustificazione del fatto che la “sorte” pare non di rado accanirsi: più nei confronti degli onesti che degli audaci.

Massimiliano Barbin Bertorelli