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I giovani liguri si interessano al loro futuro ed a quello dell’ Europa

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Il Parlamento Europeo

GENOVA. 2 MAG. Sono state decine di migliaia anche in Liguria le visualizzazioni da parte dei giovani per il cortometraggio con il quale il Parlamento Europeo sta cercando di informare i cittadini sull’ importanza delle prossime elezioni sul futuro del Continente, dell’ Italia e dei giovani.

In una sola settimana infatti il film: “Scegli il tuo futuro” ha avuto oltre 75 milioni di visualizzazioni segno che la campagna di informazione del PE basata sull’appartenenza ha fatto centro.
Dal suo lancio, avvenuto in tutti i Paesi europei giovedì 25 aprile, il film è stato visto da una cifra senza precedenti per una campagna istituzionale ed i dati sono aggiornati a questa mattina alle ore nove.

Il cortometraggio è sottotitolato nelle 24 lingue ufficiali e in altre lingue dell’UE, con diverse versioni nazionali della stessa lingua (33 in totale), più le cinque lingue principali a livello mondiale (arabo, cinese, russo, hindi e turco). È stato prodotto anche in 31 lingue dei segni e nella lingua dei segni internazionale, con il sostegno dell’Unione europea dei sordi (EUD).

Il film è stato diretto dal regista francese pluri premiato Frédéric Planchon; è stato sviluppato e prodotto dal contraente del Parlamento, l’European Broadcast Partners, e dal loro subappaltatore &Co./NoA.

Il filmato documenta i momenti intensi, belli e fragili in cui i neonati fanno il loro ingresso al mondo e mira a farci riflettere sul perché votiamo. Tutte le scene delle nascite presenti nel film sono vere e proprie riprese documentarie.

Questo film, uno degli strumenti principali della campagna di informazione del Parlamento europeo per il 2019, intende sensibilizzare gli europei ai valori, alle emozioni e alle responsabilità che condividono. Gli ideatori, gli autori ed il regista della produzione hanno centrato il messaggio sulle parole della giovane ragazza, voce narrante del film: “Ognuno di noi può lasciare un segno, ma insieme possiamo fare la differenza”.
PAOLO ALMANZI