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Ha chiuso in bellezza la Biennale Architettura 2023

Con oltre trecentomila presenze è stata la seconda edizione della kermesse di Architettura veneziana più vista tra le 18 finora che si sono svolte ai Giardini ed all'Arsenale

La Biennale

VENEZIA- Si è chiusa a Venezia la 18esima Mostra Internazionale di Architettura con 285mila biglietti venduti, cui vanno aggiunte le presenze durante la pre-apertura e le decine di migliaia di coloro che hanno frequentato la kermesse facendo parte del grande carosello organizzativo che ruota attorno ad eventi di questa enorme portata.

La Biennale curata da Lesley Lokko, malgrado i dubbi espressi in avvio da molti
critici, si è rivelata invece una edizione non solo stupenda e ricca di temi, ma anche in assoluto la seconda
Biennale Architettura più vista di sempre. Concepita dalla Lokko per essere la prima Mostra di
Architettura con i riflettori puntati sull’Africa e sulla sua diaspora, su quella cultura definita dalla stessa
Curatrice “fluida e intrecciata di persone di origine africana che oggi abbraccia il mondo”, sui temi della
decolonizzazione e decarbonizzazione. Oltre 2500 i giornalisti accreditati solo nei giorni di pre-apertura,
tra stampa italiana e internazionale, cui si aggiungono i giornalisti provenienti da agenzie, televisioni, blog,
radio, quotidiani, periodici, testate online che si sono via via accreditati durante i mesi della mostra.
Grande soddisfazione è stata espressa dal Presidente della Biennale Roberto Cicutto: “La 18. Mostra
Internazionale di Architettura, curata da Lesley Lokko – ha detto Cicutto- si chiude con buoni risultati
di presenze, ha attirato l’attenzione del mondo su molte criticità figlie della storia più recente. I temi
decolonizzazione e decarbonizzazione si sono allargati a molti aspetti della società civile, anche in
quei paesi che sembravano esserne al riparo o meno esposti. Lesley ha affrontato la sfida di un College
che ha portato a Venezia 49 giovani e 15 tutor da tutti i continenti ad affrontare una riflessione comune
che sta già influenzando l’educazione all’architettura. Ringrazio Lesley e il suo team, i partecipanti alla
Mostra Internazionale, tutti i Paesi, il Ministero della Cultura e tutte le istituzioni veneziane e non,
tutti coloro che hanno contribuito a realizzare la manifestazione, lo staff e i dirigenti della Biennale
che hanno reso nuovamente possibile la più importante Mostra di Internazionale Architettura”.
Commossa e soddisfatta Lesley Lokko: “Il banco di prova di questa mostra, o di qualsiasi mostra- ha
detto la Lokko- non è solo il numero di biglietti venduti, di articoli, di recensioni o di commenti sui
social media. È nei piccoli fili, a volte inosservati, che vengono raccolti, amplificati, ricuciti insieme
e presentati mesi, anni, persino decenni dopo. Mi piace pensare, e solo il tempo ci dirà se è un’ipotesi
ragionevole, che questa mostra sia stata ricca di fili, se non addirittura di arazzi, e che la sua eredità
sia l’impulso a continuare a fare, cucire, ricucire, dire, formulare nuove idee sulla nostra professione,
sul suo posto e sulla sua importanza nel mondo dei pensieri e delle cose, arricchendo i discorsi dove
può, sostituendo dove dovrebbe, riparando dove è necessario e sostenendo e difendendo ciò che è
prezioso. È un’eredità di cui sono incredibilmente orgogliosa. Esco da questa esperienza riconoscendo
che, da un lato, ho avuto probabilmente uno dei team più piccoli di qualsiasi altro curatore fino ad ora,
e dall’altro, il più grande. Tutti coloro le cui mani, cuori e menti hanno toccato un qualsiasi aspetto di
questa mostra fanno parte di quella squadra, e ne faranno sempre parte”.
Tornando ai numeri la Biennale di quest’anno ha presentato oltre 100 progetti di livello internazionale,
ha avuto 64 partecipazioni nazionali, dedine di eventi collaterali e la presenza di oltre 500 fra architetti,
designer, studi ed artisti. I Premi sono stati così attribuiti: Leone d’Oro alla carriera all’artista, designer e
architetto nigeriano Demas Nwoko. La Giuria Internazionale, composta da Ippolito Pestellini Laparelli
(presidente, Italia); Nora Akawi (Palestina); Thelma Golden (USA); Tau Tavengwa (Zinbabwe); Izabela Wieczorek (Polonia), ha attribuito i premi ufficiali a: Leone d’Oro per la miglior Partecipazione Nazionale al Brasile, menzione speciale alla Gran Bretagna, Leone d’Oro per la migliore partecipazione allo studio DAAR (Alessandro Petti e Sandi Hilal), Leone d’Argento per il più promettente giovane partecipante a Olalekan Jeyifous e tre menzioni speciali ai partecipanti Twenty Nine Studio / Sammy Baloji, Wolff Architects e Thandi Loewenson. Da segnalare infine che il sito web della mostra è stato già visitato da oltre 5 milioni di utenti.
CLAUDIO ALMANZI