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Ex Ilva, dl Imprese passa senza immunità. M5S esulta. Rixi: così il Pd chiude filiera acciaio

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Parlamento, Camera dei Deputati (foto d'archivio)

“L’ok definitivo della Camera al decreto Salva Imprese scrive la parola fine a una vicenda importantissima per la citta’ di Taranto. Non ci saranno immunita’ e impunita’ e se qualcuno dei gestori sbagliera’ sul piano ambientale dovra’ rispondere delle sue responsabilita’, come fanno tutte le altre imprese.

Per affermare questo principio di giustizia e legalita’ abbiamo battuto i pugni a Roma e abbiamo dimostrato forza e unita’ in Parlamento, cancellando la decisione del Governo.

La salute e la vita sono un valore che continuiamo a difendere come i posti di lavoro. Vogliamo anche specificare che i lavoratori non hanno mai beneficiato di alcuna immunita’ perche’ questa e’ sempre stata circoscritta alle figure apicali”.

Lo hanno dichiarato oggi i deputati e senatori pugliesi del MoVimento 5 Stelle dopo l’approvazione del decreto. Il provvedimento diventa quindi legge con 259 voti favorevoli, 124 contrari, un solo astenuto.

Dall’altra parte c’è la rabbia dei deputati liguri della Lega Edoardo Rixi, Sara Foscolo, Flavio Di Muro e Lorenzo Viviani.

“Il Pd in aula alla Camera – hanno spiegato i leghisti liguri – si è reso protagonista di un indecente siparietto sul futuro dell’Ilva.

Non accettiamo ulteriori prese in giro nei confronti di migliaia di lavoratori: il Pd dica chiaramente che si è appiattito sulle posizione più oltranziste dei nuovi compagni di poltrona dei Cinque Stelle e ha detto sì alla chiusura della filiera dell’acciaio, condannando, di conseguenza, l’Italia alla dipendenza da Paesi esteri come Cina, India e Turchia, e il sito di Taranto a trasformarsi in un’altra Bagnoli.

Il respingimento dell’ordine del giorno della Lega, che avrebbe impegnato il governo a valutare le conseguenze sul cosiddetto ‘scudo penale’ ai vertici di Arcelor Mittal, è un chiaro e ulteriore segnale d’allarme.

Se l’attuale proprietà dell’ex Ilva dovesse decidere di andarsene, perché sono cambiate le condizioni contrattuali stipulate dal Mise dall’ex ministro Di Maio, migliaia di chilometri quadrati di aree di proprietà rimarrebbero senza un programma di bonifica, operazione insostenibile per le casse dello Stato.

Il governo giallorosso, Pd e Renzi in testa, la finisca di prendere in giro gli italiani e i lavoratori”.