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Energia nucleare, l’Italia eccelle nelle pubblicazioni scientifiche

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Energia nucleare, l’Italia è all’avanguardia nella ricerca

Secondo un’analisi Elsevier i ricercatori italiani elaborano studi e ricerca di qualità superiore a Francia e Giappone, Paesi con una consolidata tradizione nell’energia atomica.

“Nella ricerca sull’energia nucleare i ricercatori italiani, sono all’avanguardia in Europa. Gli scienziati italiani salgono sulla tribuna dell’Unione Europea (EU27) in termini di pubblicazioni scientifiche insieme a quelli francesi e tedeschi, paesi con una consolidata tradizione nell’energia atomica”. È quanto si legge da un’analisi   ̶   di Elsevier, uno dei più importanti editori scientifici del mondo con più di 3 mila riviste accademiche in ogni ambito.   ̶   Elsevier ha analizzato oltre 70mila riviste specialistiche in tutto il mondo negli ultimi 6 anni (2016-2021).

Citiamo vari commenti di Claudio Colaiacomo, vice president Global Academic Relations di Elsevier, letti nella rivista che dirige.

«Un risultato non da poco   ̶   commenta Claudio Colaiacomo,  vice president Global Academic Relations di Elsevier   ̶   considerando che Francia-Germania-Italia coprono più del 60% delle pubblicazioni dell’Unione Europea (10.200 paper su 17.000).»  Però il settore della ricerca in generale, in numeri assoluti, l’Italia è al settimo posto nel mondo mentre Germania è quarta e la Francia appena sotto all’ottavo posto.

Quante sono le pubblicazioni sulla ricerca accademica per il nucleare?

Andiamo a consultare il sito  www.elsevier.com  Sono più di 2.600 le pubblicazioni accademiche sul nucleare attribuite all’Italia, e vantano livelli di citazioni più alti della media globale. La qualità della ricerca scientifica misurate in termini di citazioni normalizzate (FWCI), l’Italia produce ricerca di qualità superiore non solo alla Cina e Usa, ma anche superiore a Francia e Giappone, cioè paesi con una consolidata tradizione di ricerca e sviluppo nucleare.

Nei 15 Paesi più prolifici al mondo solo UK e Germania hanno FWCI più alto dell’Italia e non di molto – Italia 1,11, Germania 1,15 e UK 1,20. E non è tutto: quasi uno su cinque degli articoli italiani sulla ricerca nucleare appaiono nelle riviste più autorevoli al mondo (top 10%). Fra i principali centri italiani per la ricerca sul nucleare Elsevier censisce ai primi tre posti l’Istituto nazionale di Fisica Nucleare con 713 pubblicazioni tra il 2016 e il 2021, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, le energie e lo sviluppo economico sostenibile con 468 pubblicazioni e il Politecnico di Milano con 305.

Ma quali sono i temi al centro della ricerca sul nucleare in Italia? Ci siamo chiesti.

«Sulla direzione che il lavoro accademico sta prendendo nel nostro Paese, – spiega Claudio Colaiacomo – molto possono dire anche i topic cluster, cioè le aree di ricerca che nascono dall’aggregazione di una serie di argomenti su cui si basano le ricerche analizzate. Globalmente vediamo una maggiore frequenza su temi specifici come reattori, combustibile nucleari, e sul problema delle scorie radioattive. In Italia accanto a temi su reattori e combustibile, troviamo un’attenzione particolare alla ricerca sulla fusione nucleare e magnetoplasma. In questo specifico campo – dice ancora Claudio Colaiacomo – la ricerca accademica italiana vanta numerose collaborazioni internazionali».

Sempre attraverso la ricerca, Elsevier, il 59% delle pubblicazioni è in collaborazione con istituzioni di altri Paesi, denotando un livello di collaborazione internazionale più alta della ricerca italiana in generale, invece, ha di media il 47% (12% in meno) di collaborazioni internazionali. Le partnership più fruttuose sono quelle con Francia, Germania e Stati Uniti; mentre i livelli di citazioni più alte nelle collaborazioni internazionali si vedono con l’Olanda e, forse sorprendentemente, con la Cina. (Sorprendentemente perché la Cina in media ha FWCI a 0,66 ma la porzione di paper con collaborazione Italo-cinese ha FWCI di 2,43 (ben più alti anche della media italiana di 1.11)).

«Un segnale chiaro che la collaborazione internazionale in questo settore ha la capacità di amplificare l’impatto della ricerca di molto  – conclude Claudio Colaiacomo. –  Il partner internazionale più prolifico in questo settore è di gran lunga l’Université Paris-Saclay con ben 207 pubblicazioni in collaborazione con l’Italia negli ultimi 6 anni». ABov

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