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Danneggiamento palazzo del consolato turco: individuate tre antagoniste

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Danneggiamento palazzo del Consolato Turco: individuate tre antagoniste

Nella notte tra il 9 ed il 10 ottobre scorsi, in piazza De Ferrari, ignoti hanno danneggiato con vernice di colore rosso il portale d’ingresso del palazzo dei Rolli “Doria De Fornari”, sito d’interesse storico ed artistico, attualmente sede del Consolato Turco.

Contestualmente è stato imbrattato il selciato antistante, con la stessa vernice, vergando le scritte in stampatello “Rojava resiste” e “Roj”, quest’ultima non portata a termine.

Uomini della Digos hanno svolto accurate indagini, volte ad identificare gli autori, acquisendo le immagini registrate dai sistemi di video sorveglianza nel perimetro circostante il luogo del fatto.

Dalla visione di tutti i filmati che riprendono, in un arco temporale ben preciso, le vie di accesso alla piazza e le ipotetiche vie di fuga, è stato possibile ricostruire il percorso compiuto da tre soggetti di sesso femminile che, intorno alla mezzanotte, dopo essersi travisate nelle vicinanze dell’obiettivo, hanno realizzato tale gesto.

È apparso sin da subito agli occhi degli investigatori che l’azione delittuosa, concepita con inequivocabili risvolti antimilitaristi ed un evidente sentimento di solidarietà in favore del popolo curdo, potesse essere maturata in area antagonista e di estrema sinistra, laddove, in particolar modo negli ultimi periodi, è stato manifestato il dissenso alla guerra ed il sostegno alla popolazione curda.

Pertanto, focalizzando l’attenzione su alcuni aderenti al movimento antimilitarista, personale della Digos ha potuto identificare le autrici del danneggiamento, riconoscendo tre donne di età compresa tra i 28 e i 35 anni, due delle quali con pregiudizi penali, già segnalate all’Autorità per reati specifici quali deturpamento e imbrattamento di cose altrui.

La valutazione del danno arrecato al portale d’ingresso di palazzo Doria De Fornari è stato quantificato in circa 7000,00 euro e chi realizzerà l’intervento di ripristino non ha assicurato il ritorno all’originario splendore, ipotizzando, quindi, un danno permanente non reversibile.

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