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Coordinamento Resistenza Genova deposita esposto contro presidente Toti

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Il Coordinamento Resistenza Genova per la Liguria ha depositato nella giornata odierna, venerdì 3 dicembre, in Procura, un esposto contro il Governatore Toti.
Il governatore della Liguria Giovanni Toti (foto d'archivio)

“Le dichiarazioni di Toti a mezzo stampa e social lesive e discriminatorie per minoranza popolazione”

I responsabili del Coordinamento Resistenza Genova per la Liguria oggi hanno comunicato di avere depositato in Procura a Genova un esposto contro il governatore ligure Giovanni Toti.

A consegnarlo ai pm è stato il presidente dell’associazione Di Rienzo accompagnata da alcuni rappresentanti della Cub, Confederazione Unitaria di Base di via Savona.

Un analogo esposto è stato inviato “anche al Tribunale Penale Internazionale dell’ AIA e alla Corte di Giustizia Europea del Lussemburgo”.

L’esposto ha per oggetto “considerazioni fatte dal presidente Toti su una piccola minoranza della popolazione che non si è potuta o non ha ritenuto di vaccinarsi”.

Secondo quanto hanno spiegato i responsabili dell’associazione, il governatore ligure sarebbe colpevole di avere fatto dichiarazioni alla stampa e sui social network “altamente lesive e discriminatorie nei confronti di una minoranza della popolazione” che “creano un crescente odio e disagio non solo nei loro confronti (dei non vaccinati n.d.r.), ma nella popolazione tutta.”

Inoltre, sempre secondo l’associazione, Toti avrebbe “violato alcuni articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 10/12/1948, in particolare il n.3, 5, 12, 13 comma 1, 19, 27 comma 1 e 28”.

Inoltre talune dichiarazioni di Toti sarebbero “di una gravità inaudita in virtù del disposto della Risoluzione 23/61 del 2021 del Consiglio d’Europa: l’art. 7.3.1 stabilisce che gli Stati devono assicurarsi che i cittadini siano informati che la vaccinazione non è obbligatoria e che nessuno è politicamente, socialmente, o altrimenti sottoposto a pressioni per farsi vaccinare se non lo desidera da solo.

L’art. 7.3.2 della Risoluzione 23/61 del 2021 del Consiglio d’Europa raccomanda ai Paesi membri di garantire che nessuno sia discriminato per non essere stato vaccinato, a causa di possibili rischi per la salute o per non voler essere vaccinato”.