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Chiusure alle 18, Toti attacca Conte: era meglio alle 23. Regioni non ascoltate

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Governatore ligure Giovanni Toti e premier Giuseppe Conte (foto di repertorio)

“Il premier Giuseppe Conte e il ministro della Salute Roberto Speranza hanno firmato la scorsa notte il nuovo Dpcm con ulteriori restrizioni. Vista la situazione sanitaria le nuove misure andavano sicuramente prese, ma alcune appaiono francamente incongruenti e dal sapore punitivo. La chiusura alle 18 dei ristoranti ad esempio. Come Regioni avevamo chiesto infatti che fosse portata alle 23. Spero che almeno questa volta il sistema di risarcimento sia efficace e puntuale, perché si rischia la chiusura di molte imprese”.

Lo ha dichiarato oggi il governatore ligure Giovanni Toti.

“Sul fronte sanitario – ha aggiunto Toti – non sono state colte molte delle semplificazioni sul sistema di ‘tracciamento”’che avevamo proposto. Procedure che oggi impegnano, ormai inutilmente, centinaia di addetti del nostro sistema sanitario.

Come impostazione generale, resto convinto che sarebbero più utili misure per proteggere o lasciare a casa le persone più fragili (anziani, cittadini che soffrono di patologie varie) e cercare di convivere col virus.

Lo dico senza sottovalutare il pericolo del Covid-19, avendo passato la mattina al telefono con i responsabili della nostra sanità, ma nella consapevolezza che anche la crisi economica faccia davvero più male di quel che ci si possa immaginare.

Comunque studieremo tutte le novità e le applicheremo.

Nel mentre continuiamo a lavorare per incrementare l’offerta dei nostri ospedali. Il mio appello va a tutti i liguri: rispettate le regole, indossate sempre la mascherina. Impegniamoci insieme a non rendere vano lo sforzo che tanti da domani faranno per tutti noi”.