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Capitaneria e carabinieri salvano donna che minaccia il suicidio

Una motovedetta della capitaneria per portare i bambini a scuola da Portofino

La giornata odierna ha visto la guardia costiera impegnata in seguito di una richiesta di soccorso giunta, intorno alle ore 9.00, presso la Sala Operativa da parte del personale del 118 per la presenza di una donna che minacciava di gettarsi dalla scogliera di Santa Margherita all’interno delle acque portuali.

La telefonata sarebbe pervenuta dal fidanzato della donna preoccupato che potesse compiere un insano gesto. Per questo l’uomo veniva contattato per assumere informazioni utili al ritrovamento della malcapitata.

Immediatamente, sotto il coordinamento della Sala Operativa della superiore Direzione Marittima della Liguria, veniva disposto l’invio sul posto della motovedetta d’altura SAR CP 883 della Guardia Costiera di Santa Margherita Ligure.

Pochi minuti dopo, la M/V CP 883 pattugliava lo specchio acqueo antistante il punto della segnalazione al fine di individuare, via mare, la donna, mentre via terra una pattuglia del Comando Compagnia dei Carabinieri di Santa Margherita Ligure, coadiuvato dal personale medico del Presidio Sanitario locale, effettuava le ricerche da terra.

La malcapitata veniva fortunatamente individuata sul ciglio del molo Lanzarotto Maloncello dai Carabinieri che, dopo averla assistita, l’hanno affidata alle cure mediche del personale sanitario del 118 intervenuto.

Altri interventi

Successivamente, alle ora 09.30 circa, il personale dell’Ufficio Locale Marittimo di Lavagna veniva inviato sul litorale di Cavi di Lavagna per una segnalazione di un presunto inquinamento da idrocarburi. Giunti sul posto i militari della Guardia Costiera constatavano, invece, la presenza di migliaia di esemplari di meduse, cosiddette “Velelle”, spiaggiate lungo il litorale. Il peculiare colore bluastro e la fluorescenza di tale specie spesso trae in inganno i turisti che segnalano il fenomeno alle Autorità ritenendolo come un presunto inquinamento da idrocarburi.

Alle 10.00 circa, il personale della motovedetta CP 883 interveniva nuovamente mettendo in sicurezza un’unità da diporto in stato di abbandono e pericolosamente alla deriva all’interno delle acque portuali a pochi metri dalla vicina banchina di attracco delle unità trasporto passeggeri.

Tale intervento consentiva di evitare che il natante creasse situazioni di pericolo per le unità in transito.