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Bimba con due mamme, Tursi: presentato ricorso contro obbligo iscrizione all’Anagrafe

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Gli uffici dell'Anagrafe comunale in corso Torino a Genova

Il Comune di Genova, parte in causa insieme alla Prefettura, oggi ha confermato di avere presentato ricorso contro la sentenza con cui il 12 novembre scorso le giudici del Tribunale di Genova avevano ordinato la registrazione all’Anagrafe di due madri nell’atto di nascita di una bimba genovese.

Magistrate contro Bucci e prefetta: bimbo genovese avrà due mamme iscritte all’Anagrafe

“Riteniamo – ha spiegato l’avvocato e assessore comunale Matteo Campora – che la posizione assunta dall’Anagrafe comunale fosse corretta.

Inoltre, visto che stiamo parlando di una tipologia di sentenze su argomenti relativamente nuovi per le amministrazioni pubbliche, abbiamo deciso di presentare la richiesta di impugnazione.

La nostra non è una presa di posizione né una motivazione ideologica, ma una valutazione tecnica.

L’avvocatura aveva infatti fornito già all’anagrafe la motivazione del rigetto dell’iscrizione, basandola sul fatto che in Italia la normativa vigente non prevede la fecondazione eterologa in presenza di una coppia formata da persone dello stesso sesso”.

La decisione del ricorso è stata presa dal sindaco Marco Bucci dopo aver consultato gli uffici legali di Palazzo Tursi.

Ora, fino al pronunciamento di secondo ed eventualmente terzo grado, cade l’obbligo di iscrivere all’anagrafe le due donne come entrambe madri della bimba.

L’associazione Liguria Rainbow che difende i diritti di lesbiche, bisessuali, gay e transessuali, ha attaccato il sindaco Bucci: “La scelta del sindaco è meramente ideologica e rientra nel solco di decisioni nazionali mirate a negare il valore delle differenze.

Una politica che sceglie lo stigma, la colpevolizzazione e incita all’odio dell’altro: in questa direzione marciano molte esternazioni dei ministri Salvini e Fontana, il ddl Pillon e il decreto sicurezza.

Di fronte a queste politiche, rispetto al quale il Comune genovese si allinea, non possiamo fare altro che reagire per difendere la laicità e la libertà individuale di tutti i cittadini e le cittadine”.

Schierato con le associazioni Lgbt contro la giunta Bucci anche il capogruppo regionale di rete a Sinistra/Liberamente Liguria Gianni Pastorino: “Il ricorso di Tursi non ci stupisce ma ci lascia profondamente amareggiati. Il Comune è capitanato da persone convinte di vivere ancora in un medioevo dei diritti, incapaci di mettere i diritti del minore in questione prima dei loro infondati pregiudizi”.