Home Economia Economia Genova

Benveduti: rifinanziato bando digitalizzazione per le imprese liguri, altri 4.4 milioni

0
CONDIVIDI
Assessore regionale allo Sviluppo economico Andrea Benveduti (Lega)

“È fondamentale sostenere lo sforzo di crescita informatica e anche organizzativa delle nostre imprese, specie se piccole. In particolare, lo smart-working è fondamentale per minimizzare in questi tempi i rischi sanitari, ma può anche costituire una crescita culturale e di efficienza nelle attività aziendali, da mantenere anche in qualche modo nel futuro”.

Lo ha dichiarato ieri l’assessore regionale allo Sviluppo economico Andrea Benveduti, al termine della riunione di giunta che ha visto l’approvazione del rifinanziamento con ulteriori 4,4 milioni di euro del bando da 3,5 milioni di euro dedicato alla digitalizzazione delle micro, piccole e medie imprese liguri.

“Lo avevamo promesso – ha spiegato Benveduti – e, in tempo record, abbiamo sbloccato altre economie per aiutare le nostre imprese e i professionisti nel processo di digitalizzazione della propria attività imprenditoriale.

Non potevamo permetterci che il finanziamento di un investimento così importante fosse affidato al sorteggio.

In questo modo, saremo in grado di soddisfare tutte le domande ammissibili presentate nella giornata d’apertura del bando”.

Regione Liguria ha ricordato che, nella giornata d’apertura del bando, sono state presentate 2136 domande a Filse, per un contributo richiesto di 7,9 milioni di euro.

L’agevolazione prevede contributi a fondo perduto a copertura del 60% dell’investimento per l’acquisto di software, hardware o servizi specialistici utili al miglioramento dell’efficienza dell’impresa e la continuità dell’attività aziendale, anche durante l’emergenza Covid-19, mediante le modalità di lavoro agile.

“Un ulteriore sforzo – ha sottolineato l’assessore Benveduti – che si aggiunge agli oltre 90 milioni messi in campo dall’assessorato allo Sviluppo economico, tra bandi attivati, prorogati o programmati a favore delle imprese e dei liberi professionisti per far fronte all’emergenza coronavirus”.