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Truffe online ad appassionati di auto storiche: 5 arresti a Genova

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Carabinieri (foto d'archivio)

Quattro persone sono finite in carcere e una agli arresti domiciliari. Altre due con obblighi di dimora e firma

Oggi i carabinieri del Nucleo Investigativo di Genova hanno eseguito l’ordinanza di applicazione di misura cautelare scaturita dall’indagine denominata “Old Cars” nel corso della quale gli investigatori hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza nei confronti degli appartenenti a un’associazione criminale dedita alla commissione di numerose truffe ai danni di appassionati di auto storiche, che ricercavano i mezzi su siti specializzati in vendite online.

Cinque persone sono finite in manette: 4 in carcere e una agli arresti domiciliari. Mentre altre due sono state colpite da provvedimenti di obblighi di dimora e firma.

Nel luglio 2020 i carabinieri hanno avviato una complessa indagine tesa a delineare e neutralizzare un sodalizio criminale dedito alla commissione di numerose truffe on line attraverso caparre che si facevano preventivamente versare dalle vittime.

Dalla costante attività di analisi dei reati predatori i carabinieri avevano infatti rilevato un’allarmante tendenza, di fatto concomitante con l’aumento esponenziale degli acquisiti online di auto storiche su diversi siti internet, che vedeva un preoccupante incremento delle truffe.

In sostanza, molti utenti stavano cadendo nella trappola dei truffatori che riuscivano a farsi versare, generalmente su carte prepagate, acconti per i “teorici” acquisti effettuati.

La banda aveva realizzato una stabile organizzazione che si avvaleva di un modus operandi oramai consolidato e ripetitivo, basato sulla pubblicazione di finti annunci su siti specializzati in vendite o line per la compravendita di auto d’epoca o ricambi di queste.

Infatti, venivano pubblicati finti annunci, solitamente sui siti autoscout24 o su subito.it con l’indicazione di un numero di telefono per le trattative, intestato a un prestanome.

Avveniva quindi la richiesta di pagamento di una caparra su Postepay, vaglia postale, o money transfer intestati a soggetti terzi consapevoli delle truffe. Ricevuto il pagamento, si rendevano irreperibili.

L’attività d’indagine ha inizialmente ricostruito le responsabilità per ventidue truffe consumate e tre tentate nel periodo compreso tra dicembre 2020 e marzo 2021 su tutto il territorio nazionale.

Sono tuttora al vaglio degli inquirenti truffe effettuate con analoghe modalità.

All’indagine è stato assegnato il nome convenzionale “Old Cars” perché nel corso delle attività è emerso che le vittime erano tutte appassionate di auto storiche ed erano state truffate, attirate da annunci specifici, nel tentativo di comprare auto rare o ricambi di esse.