Home Sport Sport Genova

Tribunale del Riesame: Leopizzi, Marashi e Fileni devono andare in carcere

0
CONDIVIDI
Genoa (foto di repertorio)

Secondo il presidente del Tribunale del Riesame Massimo Cusatti, gli ultras del Genoa Massimo Leopizzi, Artur Marashi e Fabrizio Fileni devono andare in carcere.

Lo ha riferito stasera l’agenzia Ansa.

I tre ultras rossoblu sono accusati di associazione a delinquere, estorsione e violenza privata nei confronti della società del presidente Enrico Preziosi.

La decisione, però, non è immediatamente esecutiva perché i legali degli indagati possono ricorrere in Cassazione.

Per altri cinque ultras del Genoa il giudice ha disposto l’obbligo di dimora e il divieto di avvicinamento allo stadio di Marassi.

E’ stato quindi accolto l’impianto della pubblica accusa, secondo la quale il gruppo di tifosi avrebbe estorto al Genoa oltre 350mila euro dal 2010 al 2017, oltre ad avere aggredito i giocatori e gli allenatori quando non vincevano le partite o non giocavano come volevano loro.

La procura aveva chiesto l’arresto per tutti e otto gli ultras, ma il giudice per le indagini preliminari aveva rigettato la richiesta e così era stato fatto appello davanti al giudice del Riesame.

In sostanza, secondo l’accusa, il gruppo di ultras genoani avrebbe imposto la “pace del tifo” facendosi pagare.

Gli investigatori della Squadra mobile genovese avevano scoperto che il pagamento avveniva versando i soldi a una società, che a sua volta girava i bonifici a una seconda impresa per prestazioni che in realtà non sarebbero mai avvenute.

La prima società finita nel mirino dei poliziotti risulta la “4 any job”, in cui avrebbe lavorato Sergio Lagomarsino (già noto per presunti fatti legati all’associazione a delinquere finalizzata alla prostituzione) e la seconda risulta la “Sicurart”, i cui soci risulterebbero Artur Marashi e un avvocato genovese.

La “Sicurart” avrebbe fatturato prestazioni mai avvenute o gonfiate e avrebbe spartito i soldi al gruppo di tifosi genoani.

Gli ultras nel corso degli anni avrebbero aggredito più volte i giocatori con blitz negli spogliatoi o all’aeroporto dopo i rientri dalle trasferte.