Home Gossip

Re Magi, congiunzione Giove-Saturno immortalata da Osservatorio del Righi

0
CONDIVIDI
L'Osservatorio astronomico del Righi ha immortalato la congiunzione Giove-Saturno

“Pubblichiamo una fotografia ripresa poco dopo il tramonto di ieri, sabato 26 dicembre 2020 alle ore 17:47”.

Lo ha riferito su fb Walter Riva, responsabile dell’Osservatorio astronomico del Righi di Genova.

“Finalmente – hanno spiegato – le condizioni meteo ci hanno permesso di immortalare la congiunzione fra Giove e Saturno che, seppure abbiano raggiunto la minima distanza apparente la sera del 21 dicembre, appaiono ancora ravvicinati in cielo anche se in fase di allontanamento reciproco.

L’immagine è stata ripresa da Marina Costa e Walter Riva dell’Osservatorio Astronomico del Righi con camera Sony 7 Alpha ed obiettivo Sony 50 mm, f/1.8, esposizione 1/20 s, 800 ISO.

Ricordiamo che secondo un’ipotesi di Keplero, fu proprio una simile congiunzione ravvicinata fra Giove e Saturno avvenuta fra il 7 e il 6 a.C. a rappresentare la “stella” seguita dai Magi citata nel Vangelo di Matteo e che la tradizione vuole che fosse una cometa con la coda.

Ma le minuziose cronache cinesi dell’epoca non narrano di avvistamenti di comete luminose negli anni a ridosso della nascita di Gesù.

Simbolicamente, la congiunzione fra Giove e Saturno potrebbe aver suggerito ai Magi, che più che re erano astrologi e sacerdoti dediti al culto di Mitra, che era venuto il tempo (Saturno) che un grande re (Giove) di giustizia (ancora Saturno) arrivasse a regnare i Giudei (perchè la costellazione nella quale all’epoca avvenne la congiunzione era quella dei Pesci, simbolo di Mosè e per estensione di tutto il popolo ebraico).

Questa volta la congiunzione avviene nella costellazione del Capricorno e i due oggetti saranno visibili, bassi a Occidente subito dopo il tramonto del Sole, ancora per una decina di giorni dal tramonto del Sole e fino alle ore 18 circa. Ovviamente occorrono condizioni meteo particolarmente favorevoli e un orizzonte molto aperto a sud-ovest per poter tentare l’osservazione”.