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Quando un gioco diventa arte: Lego a Genova

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Quando un gioco diventa arte: Lego a Genova

E’ il mattoncino di plastica più conosciuto al mondo. Quel piccolo parallelepipedo in grado di unirsi ad altrettanti pezzetti simili a lui, capace di dare vita ad innumerevoli costruzioni.

Un gioco che ha catturato l’attenzione di generazioni di bamgni e ragazzi ed ha costituito la disperazione di molte mamme che vedevano i pezzetti multicolori sparpagliati per tutta la casa.

Quando un gioco diventa arte: Lego a Genova

Semplicità e creatività che hanno attraversato il tempo, resistendo all’invadenza potente dei giochi elettronici ed arrivando fino ad oggi con un successo sempre elevatissimo, tra piccoli e gradi di qualunque età in ogni parte del mondo.

Stiamo parlando di “Lego”, quel famoso mattoncino in plastica nato nel dopoguerra in Danimarca grazie all’intuizione di Ole Kirk Kristiansen, suo inventore. Nel tempo il gioco ha sviluppato la propria essenza dotandosi di elementi importati dalla tecnologia quali motori, giunti e molto altro, rimanendo sempre sulla cresta dell’onda in fatto di vendite.

Quando un gioco diventa arte: Lego a Genova

Oggi i famosi “Lego” sono esposti in un’interessante mostra al Porto Antico di Genova, dove il mattoncino diventa opera d’arte. “The art of the brick” è infatti un’esposizione di capolavori realizzati con i famosi pezzetti di plastica a cura di  Nathan Sawaya, artista americano da sempre appassionato di “Lego”, che lascia la brillante carriera di avvocato per dedicarsi a questa particolare ed unica forma d’arte. Sculture tridimensionali che condensano l’emozione della vita in tutti i suoi aspetti, dove le forme assumono una plasticità inaspettata nonostante la forma squadrata dei mattoncini. I corpi, incredibilmente flessuosi, si materializzano nello spazio generando meraviglia nell’osservatore. Figure enormi, realizzate con innumerevoli pezzetti di plastica, sono davvero la reinterpretazione di un gioco comune che si fa opera d’arte. Sculture originali ma anche quadri che ritraggono personaggi famosi, anche qui grazie al chiaroscuro Andy Wharol che forse avrebbe molto apprezzato il lavoro di Sawaya, ci osserva attento dalla sua cornice a due dimensioni. Una parte della mostra è poi dedicata alla replica di statue e quadri famosi, come “Il discobolo”, “La Gioconda” o “L’urlo”, ricostruiti in mattoncini “Lego”.

Quando un gioco diventa arte: Lego a Genova

Chiude la mostra uno spazio interattivo, fatto di consolle multimediali ma anche con grandi vasche colme di mattoncini dove grandi e piccoli possono dare libero sfogo alla fantasia, magari imitando l’artista americano.

“E’ la prima volta che l’esposizione sbarca a Genova”, spiega Elena Marelli responsabile della mostra, “e qui abbiamo avuto un grande successo di pubblico. Lo spazio espositivo, le aree interattive la possibilità creativa di –Lego- offrono una possibilità per grandi e piccini, dove l’adulto apprezza l’opera concettuale dello scultore, mentre il bambino coglie la parte più giocosa e creativa che egli stesso può realizzare con le proprie mani”. Un grande successo di pubblico anche in Liguria, per un evento davvero unico nel suo genere. La mostra rimarrà aperta fino al 9 giugno.

Quando un gioco diventa arte: Lego a Genova

Ingresso a pagamento, per informazioni https://artofthebrickitalia.it/

Pagina Facebook https://www.facebook.com/theartofthebrickgenova

Roberto Polleri