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Piccola Tafida arrivata al Gaslini, accolta da Toti e Viale. Chiesta cittadinanza italiana

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Piccola Tafida arrivata a Genova (foto fb)

La piccola Tafida Raqeeb, 5 anni, in stato coscienza minima dopo un intervento al cervello subito lo scorso febbraio, è arrivata poco dopo le 19 di oggi a Genova da Londra con un volo speciale, accompagnata dallo staff dell’ospedale Gaslini.

La paziente è stata quindi trasferita all’istituto pediatrico di Quarto.

La bimba è stata accolta dal governatore ligure Giovanni Toti e dalla vicepresidente e assessora regionale alla Sanità Sonia Viale: “Abbiamo fatto la cosa giusta. Ci siamo resi disponibili e utili. Il Gaslini accoglie i bimbi di tutto il mondo e se ne prende cura”.

Tafida è giunta al Gaslini per volere dei genitori, che nelle scorse settimane hanno vinto la battaglia all’Alta Corte britannica contro la richiesta dei responsabili del Royal London Hospital di staccare i supporti vitali alla piccola.

Il trasferimento, che ha viaggiato con la madre Shelina Begum, avvocato di 39 anni, è stato curato dal primario della rianimazione dell’ospedale pediatrico ligure, Andrea Moscatelli, che aveva supervisionato anche l’allestimento del Learjet della compagnia Avionord nel terminal di Malpensa.

La bimba sarà inizialmente ricoverata nella terapia intensiva dell’ospedale e le sue condizioni saranno valutate da un’equipe composta anche del neurologo Lino Nobili e del neurochirurgo Michele Torre.

La madre Shelina Begum, avvocata di 39 anni, e il padre Mohamed Raqeeb, 45 anni, costruttore edile, hanno chiesto la cittadinanza italiana per la piccola Tafida.

Lo ha riferito oggi il segretario di Giuristi per la vita Filippo Martini, che un mese e mezzo fa ha materialmente “chiesto per conto della famiglia la cittadinanza italiana per motivi umanitari”.

“Questo – ha aggiunto Martini – aiuterebbe la famiglia Raqeeb anche per i costi sanitari. La situazione di Tafida non è disperata e non è tale da giustificare l’interruzione dei supporti vitali”.

Tafida non si è mai risvegliata del tutto dall’operazione subita lo scorso febbraio per la rara malformazione artero-venosa. Nel dare il via libera al trasferimento a Genova “nel miglior interesse di Tafida” i giudici dell’Alta Corte inglese avevano sottolineato la differenza fra il caso di malati terminali o inguaribili e quello della bambina a cui gli specialisti non negano una potenziale aspettativa di vita di 20 anni o più.