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Negozi area post-Morandi: dopo questa altra batosta rischiamo di chiudere per sempre

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Il Ponte Morandi a Genova (foto d'archivio)

“In questo momento delicato per il nostro settore produttivo, ritengo si debbano fare alcune considerazioni sul tessuto economico di Sampierdarena e San Teodoro. La maggior parte degli esercizi commerciali, a seguito dei decreti del Governo, da molte settimane sono in lockdown. Altre attività hanno proseguito il loro lavoro non senza difficoltà, dovendo seguire severe prescrizioni dal punto di vista sanitario”.

Lo ha dichiarato oggi il consigliere delegato al Commercio del Municipio Centro Ovest Michele Pastorino (Lega).

“Tuttavia – ha aggiunto Pastorino – i commercianti non si sono fatti cogliere impreparati.

Infatti, oltre a seguire da oltre vent’anni il protocollo HACCP, riguardo alla conservazione degli alimenti, alla pulizia e sanificazione dei locali e delle attrezzature, nelle ultime settimane si sono dotati di mascherine, guanti e in alcuni casi pannelli di plexiglass montati sui banconi.

In questi giorni ho ricevuto il grido di allarme da parte di molti colleghi commercianti, che ancora risentono delle conseguenze negative del post-Morandi e che, col protrarsi di questa emergenza sanitaria, rischiano di non rialzare le loro saracinesche.

A differenza di quanto fatto da Comune e Regione, con gli assessori Bordilli e Benveduti, dal Governo ci saremmo aspettati strumenti di sostegno diversi, che non siamo limitati ai finanziamenti a tasso agevolato, erogati dalle banche e garantiti dallo Stato.

Questo strumento prevede che il titolare dell’azienda possa richiedere un prestito pari al 25% del fatturato dell’anno precedente e comunque fino a 25mila euro.

Nonostante le rassicurazioni del mondo bancario, va ricordato che ogni azienda viene classificata dal proprio istituto di credito attraverso un indice di affidabilità e solvibilità, paragonabile al Rating dato agli Stati.

L’accesso al credito di alcune aziende in difficoltà, seppur garantito dallo Stato, potrebbe rivelarsi difficile.

In un periodo di economia crescente, se i fondamentali dell’azienda sono positivi, l’accesso ponderato al credito produrrebbe un meccanismo virtuoso di crescita aziendale.

Invece, in seguito a questa emergenza sanitaria in atto, i consumi subiranno una fisiologica contrazione.

Per questo motivo i commercianti, i piccoli imprenditori e gli artigiani dovranno valutare con molta attenzione se accedere ai finanziamenti con un ulteriore indebitamento.

Contributi statali a fondo perduto, invece, servirebbero a dare la liquidità necessaria che le piccole e medie imprese richiedono.

Per venire incontro a tutte le aziende, il governo dovrebbe valutare un maggior utilizzo del credito di imposta, al fine di abbassare l’imponibile fiscale e un bonus affitto per l’anno economico.

Una burocrazia più snella e una Flat Tax più equa sarebbero gli strumenti adeguati per sostenere il settore commerciale. Ci aspettiamo, quindi, che il governo faccia la sua parte, non limitandosi a slogan, dando invece un aiuto concreto alle attività economiche”.