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Mythos a Genova al Museo G. Doria fino ad agosto

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Mythos a Genova al Museo G. Doria fino ad agosto

Mythos, una straordinaria mostra di modelli delle creature zoomorfe che maggiormente hanno colpito l’immaginario collettivo

Fin dalle sue origini l’uomo ha dovuto confrontarsi con la natura che lo circondava e con eventi che spesso non comprendeva, condividendo il suo mondo con altri esseri viventi, gli animali, che erano fonte di cibo e di sopravvivenza ma, spesso, avversari temibili e mortali.

Il mito nasce dal bisogno dell’uomo di conoscere le origini del suo mondo e delle creature che lo popolano, di spiegare la realtà, di svelare i misteri della natura e rendere razionale e comprensibile ciò che spaventa, riservando tuttavia un ruolo di rilievo al soprannaturale, al quale non resta che adeguarsi e sottomettersi.

I miti sono narrazioni, inizialmente orali, tramandate da generazione in generazione, da un gruppo sociale a un altro, sono racconti investiti di sacralità che non prevedono alcuna dimostrazione e si sono perpetuati nella tradizione dei popoli rappresentando una parte fondamentale di ogni cultura e religione.

Nel mito convivono due realtà parallele che si intrecciano senza sosta, dalle quali emergono semplici mortali, divinità ed eroi e, accanto a loro, animali ed esseri fantastici, spesso ibridi fra diverse creature, in alcune culture venerati, in altre temuti perché portatori di morte e distruzione.La mostra Mythos vuole presentare al vasto pubblico le creature zoomorfe che più hanno colpito nel tempo l’immaginario collettivo. Esseri nei quali, pur con l’aggiunta di una buona dose di fantasia, si possono individuare insospettabili somiglianze o attinenze con animali reali.Ed ecco quindi 25 modelli realizzati appositamente per un tuffo nel mito e nella leggenda! Un viaggio in un mondo straordinario popolato di arpie e centauri, draghi e grifoni, vampiri e licantropi, sirene e unicorni … e tante altre creature fantastiche!

La mostra si sviluppa, con un percorso scenografico, nel salone a piano terra e nelle sale adiacenti; alcuni modelli sono inseriti nei diorami della savana africana e degli ungulati italiani. Ogni creatura è accompagnata da un pannello con didascalia, in italiano e inglese, che racconta la sua storia.