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Mancano le giacchette nere, e così due arbitri dalla serie A alla Prima e Terza Categoria nel giro di una settimana

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Sabato 2 ottobre era in sala VAR per la partita di serie B tra Pisa e Reggina; ventiquattr’ore dopo arbitrava su un campetto di periferia, campionato di Prima Categoria, gara Valtarese Borgotaro-Solignano, neppure gara di cartello.

Parliamo di Alessandro Prontera, 35enne di origini pugliesi che appartiene alla sezione di Bologna.

Prontera è un fischietto che dal 2019 fa parte del gruppo AIA fischietti di serie A e serie B; ha diretto 7 incontri di serie A e 30 in serie B.

Domenica 3 ottobre, tra la generale sorpresa dei giocatori di Valtarese e Solignano, è tornato ad arbitrare sui difficili campi di periferia del parmense.

La gara è filata dritta, nonostante sia stata spigolosa e dura ed è terminata 2-1 per i padroni di casa.

Un caso inusuale per l’Italia, mentre all’estero spesso e volentieri i direttori di gara spaziano tra la serie A e la serie D.

Come è potuto succedere? In FIGC spiegano che c’è una forte crisi di giacchette nere, anche per colpa della pandemia che ha allontanato giovani arbitri dalla disciplina.

Ed il Comitato Regionale dell’Emilia Romagna ha chiesto aiuto ai professionisti, che hanno risposto presente.

Ma non è stato il primo caso del genere. Una settimana prima l’arbitro Marco Serra della sezione di Torino, reduce dall’arbitraggio a  San Siro tra Milan e Cagliari, è passato a dirigere la gara tra Cus Torino e Resistenza Granata, partita di Terza Categoria, quella di partenza per il mondo del calcio.

Bravi Prontera e Serra ad aver risposto “presente”, senza battere ciglio e con tanto entusiasmo.

FRANCO RICCIARDI