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L’ingegner Carcano tra barche e moto: mostra allo Yacht Club Italiano

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L’ing. Carcano tra barche e moto: mostra allo Yacht Club Italiano

Il suo nome era Giulio Cesare Carcano, classe 1910, laurea al Politecnico di Milano e passione per il lago, a Mandello del Lario dove passava le vacanze estive. Qui inevitabile il contatto con Moto Guzzi e la sua squadra di canottieri, ancora oggi famosa nel mondo per i risultati ottenuti.

Uno di questi proprio grazie a lui, infatti mentre era seduto al circolo della casa motociclistica nota che la barca di vogatori del “4 con” ha una scia irregolare e propone una piccola modifica: posiziona il primo e il quarto remo da un lato e i due centrali dall’altro, modifica che permette di vincere l’oro ai Giochi Olimpici del 1956. Dalla sua passione per la meccanica, nasce nel 1967 il motore V7, bicilindrico a V di 90° che ancora oggi costituisce la base delle produzioni della Moto Guzzi.

E poi ancora barche a vela, bob olimpionici e molte altre idee scaturite dal suo inesauribile estro.

Entra alla Guzzi nel 1936 e al suo nome sono legati tutti i progetti – da corsa e da strada – che hanno consolidato nel dopoguerra la fama mondiale della storica casa motociclistica italiana.

Tra questi occorre citare la “Otto Cilindri”, vero capolavoro meccanico dal suono inconfondibile e dalla potenza strabiliante per l’epoca, con ben 72 Cv a 12.000 rpm per una velocità massima di 275 kmh… tutto questo nel lontano 1954.

Carcano si dedica anche alla progettazione di una lunga serie di barche che si distinguevano da tutto ciò che si era visto fino ad allora: Volpina, Vihuela, Vampa, Vanessa,Villanella, Vanilla. V iniziale ed A finale forse per il termine Vittoria.

Giulio Cesare Carcano è stato socio attivo dello Yacht Club Italiano dal 1960 al 2005, anno della sua scomparsa.

Per celebrare la sua vita e il suo estro, presso la sede di Yacht Club Italiano fino al 28 gennaio prossimo una mostra di documenti, fotografie ed alcune delle sue moto più importanti, proprio la famosa “Otto Cilindri”. Accanto ai mezzi a motore, un ‘quattro con’ da canottaggio e, in acqua, il mitico Vampa, il suo primo progetto per le regate d’altura; disegnato nel 1967 e varato nel 1968 dal Cantiere di Donoratico.

Per informazioni: Yacht Club Italiano, Porticciolo Duca degli Abruzzi, Genova. Telefono  010 253381; info@yci.it

Roberto Polleri