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La Marina Italiana al Polo Nord, una mostra a Palazzo San Giorgio

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La presentazione della mostra: "La Marina Italiana al Polo Nord"

Oggi, lunedì 25 marzo in Sala Trasparenza della Regione Liguria, la Marina Militare ha presentato la mostra Istituzionale dal titolo “La Marina Italiana al Polo Nord dal Duca degli Abruzzi alla spedizione High North” curata dall’istituto Idrografico della Marina.

Nell’occasione sono stati svelati i dettagli della mostra che sarà inaugurata martedì 2 aprile alle 17.00 presso Palazzo San Giorgio, attuale sede dell’Autorità Portuale del Mar Ligure Occidentale a Genova.

L’iniziativa, patrocinata dalla Regione Liguria, dal Comune di Genova e dalla stessa Autorità Portuale, vede la presenza del Direttore dell’Istituto Idrografico della Marina e dei rappresentanti degli enti patrocinanti.

“Si tratta di una bellissima mostra allestita dall’Istituto Idrografico della Marina che esalta le gesta dei grandi esploratori italiani al Polo Nord a cominciare dall’impresa del Duca degli Abruzzi di fine ‘800 per arrivare fino a quelle recentissime dello scorso anno: un vero e proprio inno al viaggiare e allo scoprire territori lontani. Mi auguro che questa esposizione attiri non solo gli amanti delle avventure estreme ma anche semplici curiosi a cui piace viaggiare come turisti”, ha detto l’assessore regionale al Turismo Gianni Berrino.

“La mostra La Marina Italiana al Polo Nord allestita presso Palazzo San Giorgio, nella Sala delle Compere, per tutto il mese di aprile 2019, è una mostra di grandissimo interesse per tutto il nostro territorio e non solo”. A dirlo Ilaria Cavo, assessore alla Cultura di Regione Liguria che aggiunge: “L’esposizione, attraverso la raccolta di materiale di diverso genere, vuole raccontare la storia delle esplorazioni italiane in Artide, partendo dalla spedizione del Duca degli Abruzzi del 1899-1900 della quale quest’anno ricorre il 120° anniversario. Trovo estremamente interessante che il percorso espositivo sia articolato su due livelli differenti di complessità per catturare l’attenzione di un pubblico di appassionati, ma anche per incuriosire chi non conosce in maniera approfondita l’argomento. Credo che l’evento possa essere molto utile anche per le scuole e sono certa che saranno tanti gli istituti che avranno voglia di approfittare di questa occasione: parallelamente alla mostra, infatti, saranno organizzati convegni, conferenze e laboratori che avranno un ruolo fondamentale nel coinvolgimento del visitatore. La cultura nella nostra città sta vivendo un momento roseo e di grande fermento e iniziative come questa avranno sempre il sostegno di Regione Liguria che crede fermamente negli eventi di arricchimento civile e intellettuale per il territorio”.

Attraverso un’emozionante percorso espositivo, gratuito dal 3 al 30 aprile, il visitatore potrà vivere esperienze e sensazioni uniche di un’area del globo affascinante, sempre più oggetto di attenzione e di studio da parte della comunità internazionale. Ausili audio-visivi di carattere storico, scientifico e didattico e la presenza di cimeli e testimonianze provenienti da sei differenti musei nazionali, dall’Istituto Idrografico della Marina e da rappresentanti delle istituzioni e del mondo della ricerca, consentiranno di rendere ancora più emozionante e realistico il percorso espositivo.

Sarà, pertanto, possibile ripercorrere l’ultracentenaria presenza italiana in Artico, caratterizzata da grandi esplorazioni iniziate nel 1899 con la spedizione del Duca degli Abruzzi Luigi Amedeo di Savoia a bordo di nave Stella Polare, le imprese di Umberto Nobile negli anni Venti, l’inaugurazione della stazione di ricerca “Dirigibile Italia” a Ny-Alesund alle Isole Svalbard nel 1997, per arrivare ai giorni nostri con il Programma pluriennale in Artico di ricerca di geofisica marina “High North” della Marina Militare avviato nel 2017.

Le regioni estreme e inesplorate del pianeta hanno sempre affascinato l’immaginario collettivo e mosso la volontà di uomini impavidi a compiere imprese straordinarie con il solo fine di accendere una luce sulle aree ancora ignote alla conoscenza umana. Oggi l’interesse per la regione artica sta assumendo una veste sempre più strategica a livello mondiale, per ciò che attiene agli aspetti economici, energetici, climatologici e di competizione tra i principali attori internazionali.

Il Programma di ricerca pluriennale in High North, lanciato nel 2017, rappresenta il concreto e recente interesse della Marina Militare per l’Artico con la finalità di contribuire attivamente alla Strategia Artica nazionale. High North, a guida operativa della Marina Militare, è supporto alla Comunità scientifica nazionale e internazionale nello studio della Regione artica.

Le attività di ricerca condotte nelle due campagne di Geofisica marina in Artico, High North 17 e High North 18, e coordinate dall’Istituto Idrografico della Marina hanno coinvolto diverse Istituzioni ed Enti di ricerca nazionali e internazionali, Università e società private, tra cui IIM, CNR, ENEA, INGV, OGS, il centro della NATO STO-CMRE, FFI norvegese, l’Università della Sorbona di Parigi e l’OCEANS, ERI e società private come IDS e e-Geos (ASI/Telespazio company). Le ricerche hanno rivolto particolare attenzione alla Geofisica marina in ambito idro-oceanografico attraverso l’esplorazione, il monitoraggio marino e l’indagine di settori dell’Oceano Artico soggetti al ritiro dei ghiacci, sottoposti a forte pressioni antropiche ed espressione concreta e diretta dei cambiamenti ambientali globali. In particolare i settori di maggiore interesse durante High North 17 e High North 18 sono stati quelli compresi nell’Arcipelago delle Isole Svalbard, lo stretto di Fram e quello dello Yermak Plateau, al ciglio della banchisa artica a nord delle Isole Svalbard (latitudine 82°N).

High North si pone tra i suoi obiettivi quello di conoscere l’Oceano Artico come parte di un Oceano globale in una dimensione di sostenibilità ambientale di un settore poco conosciuto, complesso e fragile di grande interesse, sia per la variabilità ed elevata dinamicità del sistema sia per i potenziali sfruttamenti e impieghi di nuove rotte, dove al solo ghiaccio si stanno inserendo scenari sempre più “blu”.