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Intesa per avvio terminal Bettolo non c’é, Toti e Bucci bacchettano soci Consorzio

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Calata Bettolo nel porto di Genova

“Rileviamo con profondo rammarico che, dopo molte settimane dal nostro ultimo appello ai soci del Consorzio Bettolo affinché si trovassero le condizioni per una rapida firma della concessione dello stesso, presupposto alla sua entrata in produttività, ancora la situazione si trascina in un inaccettabile stallo. Ricordiamo che su quell’area sono stati investiti molti denari pubblici e il suo mancato utilizzo provoca danni giganteschi alle prospettive di sviluppo dello scalo di Genova”.

Lo hanno dichiarato oggi il governatore ligure Giovanni Toti e il sindaco di Genova Marco Bucci, a seguito della mancata firma dell’intesa per l’avvio del terminal Bettolo.

“Avevamo invitato tutti, per il rispetto che si deve ai contribuenti italiani e al futuro del primo porto d’Italia – hanno aggiunto Toti e Bucci – di mettersi nelle condizioni di poter convenire di fronte all’Autorità di sistema portuale per le opportune pratiche entro la prima settimana di giugno, un tempo che ritenevamo sufficiente a limare ogni dettaglio tra i soci, soci di una concessione pubblica, dunque una concessione che deve essere utilizzata per il bene comune.

Auspichiamo che ciò possa ancora avvenire. Dopo oltre un decennio di colpevoli ritardi infatti, ove la situazione non dovesse sbloccarsi nelle prossime ore, chiederemo alla Autorita’ portuale di riconsiderare tutti gli accordi raggiunti e tutte le concessioni in via di definizione e di assegnazione in quell’area dello scalo e collegati all’investimento del Bettolo, considerando ogni accordo e deliberazione a riguardo frutto di un medesimo disegno di sviluppo che qualcuno evidentemente vuole rimettere in discussione.

Il porto, la città e la regione non possono più aspettare, ne’ qualcuno può immaginare di poter avere vantaggi dal fallimento, o anche solo dal ritardo, di investimenti fatti dalla collettività.

Il tempo è scaduto ed è il momento che ognuno si assuma le proprie responsabilità. Non consentiremo ulteriori ipoteche al bene comune”.