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Il Nano Morgante | L’algoritmo prudenziale

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Tiziano, Allegoria della prudenza

Qual è il sordido, ineluttabile meccanismo per cui taluni pensieri quotidiani, taluni convincimenti, divengono così rigorosi, radicati, ossessivamente difensivi, al punto da creare una gabbia da cui, pur possedendo la chiave, è impossibile evadere?

Il dilemma sottende il mosaico ipertrofico di ragionamenti più o meno condizionati e l’ imprinting di una invadente matrice educativa con cui, fin da piccoli, ci si deve abituare a fare i conti.

Impensabile sottrarsi all’imposizione subliminale del proprio mercato emotivo. Tanto quanto, auto-esonerarsi da cornici mentali preconfezionate.

Pertanto, tra i danni umorali arrecati dal tempo e dalle vicissitudini &  quel talento espiativo che rende così seducente  il senso di colpa, la realtà individuale non tarda a diventare un luogo cospirante, ipernutrito da un algoritmo a base prudenziale  esteso ad ogni nostro agire.

Questo spiegherebbe, almeno in parte, certe intransigenti e oltranziste posizioni di fermo-difensivo, simile a certo immobilismo animale in caso di percepita minaccia, e la scarsa inclinazione al rischio,  pur condizione connaturata e inevitabile dell’esistenza.

Prendiamone atto ed evitiamo di inibire ogni intento di comprendere che oltrepassi l’uscio di casa, ogni impulso sanamente curioso. Al contrario, conferiamo slancio vitale, senza estenuanti contorcimenti, al fluire apparentemente caotico degli eventi personali.

Non è dato sapere in quali luoghi condurrà questo eterno presente, così accigliato e recalcitrante da insidiare la regola aurea del libero arbitrio e da tradurre in azione solo pensieri conformi e previsioni prudenziali.

Malgrado tutto,  ricordando il cinquantenario del pubblico rituale  suicidario dello scrittore giapponese Mishima, emblema dell’avversione al pensiero mainstream, può capitare, meno tragicamente, di pensare e di agire in modo differente. E di voler ri-tracciare un percorso,  seppur sconsigliato, imprudente, incerto.

E può capitare, anche senza preavviso, che proprio questa re-azione coraggiosa  sia l’inizio del percorso che attendevamo di compiere.

Massimiliano Barbin Bertorelli