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Il 33enne Filip Filipovic dopo nove anni saluta la Pro Recco

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Filipovic della Pro Recco

Filip Filipovic, 33 anni compiuti all’inizio del mese, con un tiro potente da mancino, quasi due metri di altezza, dopo nove stagioni, lascia la Pro Recco.

In Liguria dal 2009, con una parentesi al Radnicki dal 2012 al 2014, il mancino serbo classe 1987 lascia un segno permanente nella storia del Club più titolato del mondo.

I numeri raccontano meglio di qualunque altra cosa l’impatto del campione olimpico sul pianeta biancoceleste: con la Pro Recco ha vinto otto Scudetti, sette Coppe Italia, tre Champions League, due Supercoppe europee, una Lega Adriatica.

Sulla calottina il numero 10, l’abbinamento perfetto per il fenomeno, premiato quattro volte con il Len Award, l’equivalente del pallone d’oro calcistico: nessuno come lui nella pallanuoto.

“È la fine di una storia bellissima, sono onorato di aver fatto parte della famiglia Pro Recco per così tanto tempo – le parole del campione serbo -. Questa società mi ha dato tutto, sono cresciuto come uomo e come giocatore. Ringrazio il patron Gabriele Volpi, Eraldo Pizzo, il presidente Maurizio Felugo.

Mando un saluto speciale ai miei compagni di squadra: sono stati il mio orgoglio, nessun trofeo e premio individuale sarebbe stato possibile senza gruppi così forti.

E poi gli allenatori che mi hanno dato fiducia: dal primo, Pino Porzio, fino all’ultimo, Ratko Rudic, e gli staff tecnici. Certo, è stato un peccato concludere la stagione così, senza le battaglie finali. Adesso, però, è arrivato per me il momento di scrivere altre pagine di un nuovo libro: dispiace, ma questa è la vita di noi sportivi. Rimarrò per sempre fiero di aver indossato questa calottina. La Pro Recco, Recco e i suoi abitanti resteranno nel mio cuore, saranno la mia prima casa”.

“Insieme a Filipovic abbiamo vissuto momenti indimenticabili – afferma il patron Gabriele Volpi -. Da grande appassionato di pallanuoto lo ringrazio di cuore per quello che ha dato alla Pro Recco, come sportivo e come uomo. Gli auguro un luminoso proseguimento di carriera”.

“Vedere Filipovic in acqua è appagante per ogni amante della pallanuoto, ma oltre ad essere un grande campione, come dimostrano la sua carriera e le sue giocate, è un professionista straordinario, un uomo vero, un leader esemplare – afferma il presidente Maurizio Felugo -. Allenarsi ogni giorno con un atleta come Filip, che ha vinto tutto ma vive ogni seduta come una finale olimpica, è stato un valore aggiunto anche per i tanti ragazzi che negli anni hanno indossato la nostra calottina. L’apporto che ha fornito alla squadra è andato oltre le sue prestazioni individuali, gli vorremo sempre bene”.

“È stato un giocatore molto importante in campo e fuori: Filipovic è una persona seria, colta, con cui ci scambiavamo spesso pareri – racconta Eraldo Pizzo -. Pallanuotisticamente lo considero come un figlio adottivo, stima che penso sia reciproca. Dispiace salutarlo, ma lo sport è fatto così: gli auguro ogni bene e sono sicuro che, vista la sua intelligenza, farà strada anche nella vita quando terminerà la carriera da giocatore”.