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I migranti nella tendopoli: non vogliamo cibo, ma soldi. Protezione civile cacciata via

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Migranti, tendopoli San Ferdinando (foto repertorio fb)

Emergenza coronavirus. In un momento in cui tante famiglie in difficoltà attendono con ansia l’arrivo dei buoni per gli alimenti (a Genova saranno del valore di circa 100 euro a persona indigente) promessi dal Governo attraverso il recente provvedimento da 400 milioni di euro, loro rifiutano il cibo e vogliono soldi.

Ieri il Comune di San Ferdinando in Calabria, dove sorge una tendopoli di migranti, definita “bomba sanitaria”, ha pubblicato l’articolo del Giornale di Calabria intitolato: “Tendopoli di San Ferdinando. I Migranti rifiutano la somministrazione dei pasti”.

E ieri il quotidiano nazionale Il Giornale ha pubblicato un reportage intitolato: “Vogliamo i soldi, non il cibo”. I migranti si ribellano alla Protezione Civile”.

In collaborazione con il sindaco di San Ferdinando Andrea Tripodi (Pd) nei giorni scorsi la Regione Calabria aveva annunciato: “Gli occupanti della tendopoli potranno fare affidamento su una cucina da campo e dei pasti caldi”.

Ieri un gruppo di volontari ha quindi dato il via al nuovo servizio di assistenza, con le cucine della Protezione Civile calabrese allestite all’interno del campo.

“Pensavano di far bene e invece sono stati attaccati. Minacciati. Sgridati. Proprio da un gruppo di migranti. Proprio da coloro a cui i volontari stavano offrendo un pasto caldo…Aiuti che i migranti hanno rifiutato. Persino in malomodo. Con urla di disapprovazione e contestazioni” ha riferito la cronista Costanza Tosi nel suo reportage.

E’ finita con i volontari della Protezione civile che sono stati costretti a battere in ritirata, protetti dalle Forze dell’ordine.

“Prima ancora che la cucina mobile venisse montata all’interno del campo, un gruppo di migranti facinorosi che erano stati avvertiti della novità hanno rifiutato il pasto dicendo che non volevano da mangiare, ma dei soldi” ha confermato il sindaco del Pd Andrea Tripodi.

Anche il vicepresidente di Regione Calabria Nino Spirlì ha confermato l’episodio: “Sono sconcertato, addolorato e intristito. È inaccettabile che i migranti rifiutino il cibo con la violenza mentre migliaia di calabresi, che noi stiamo aiutando, non hanno nemmeno un euro per entrare nei supermercati. È vergognoso che la gente muoia di fame e loro rifiutino il cibo. Non è questo il modo di rispondere ad un’offerta umanitaria”.

Il vicepresidente Spirlì oggi ha pubblicato l’articolo del quotidiano Il Giornale sulla sua pagina fb e, sulle regole anti coronavirus non rispettate dai migranti, ha quindi ammonito: “Non accetto che un solo migrante abbandoni la tendopoli o si sposti senza rispettare le regole che tutti indistintamente siamo tenuti ad osservare. Loro non sono esenti”.