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Gratarola: variante inglese per ora non ha generato maggiore pressione ospedaliera

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Il pronto soccorso del San Martino a Genova (foto d'archivio)

“La settimana che si chiude oggi è sovrapponibile alla precedente. Nonostante l’aumento di incidenza a livello nazionale e la situazione nell’estremo ponente, e un lieve aumento in tutta la regione, negli ospedali continua una lenta diminuzione dei ricoveri.

I ricoverati in terapia intensiva diminuiscono più lentamente perché sono malati più complessi, che tendono alla cronicizzazione.

La variante inglese, che è diventata rilevante in tutta Italia come in Liguria, non ha generato per ora una maggiore pressione ospedaliera.

I punti di pronto soccorso stanno tornando progressivamente a gestire un maggior numero di pazienti non Covid”.

Lo ha riferito stasera Angelo Gratarola, responsabile del dipartimento regionale Emergenza Urgenza della Liguria.

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“Il reparto del San Martino – ha aggiunto il prof. Matteo Bassetti – è un po’ più pieno rispetto alla settimana scorsa, ma è cambiata la tipologia dei ricoveri: azzerata la provenienza da Rsa, un risultato che si deve alle vaccinazioni.

Si è parlato di un’età media più bassa dei ricoverati dovuta alla variante inglese, ma nel nostro reparto, nonostante sia transitata una percentuale maggiore di pazienti affetti da questa variante (intorno al 25%) si è mantenuta l’età media delle settimane scorse.

È stato pubblicato sul sito di Agenas il protocollo nazionale per la gestione dei pazienti covid in ambito ospedaliero: l’ossatura del protocollo è stata redatta in Liguria.

Il protocollo classifica i malati in quattro categorie (lieve, moderata, grave, molto grave) in base alle quali decidere quando il paziente deve andare in ospedale e in che grado di intensità. Uno strumento molto utile ora che arriva la terza ondata“.