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Dopo Boldrini, sindaco Camiciottoli attacca vertici Anci: su Decreto Salvini ridicoli

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Sindaco di Pontinvrea Matteo Camiciottoli (in primo piano)

“Questa è una situazione paradossale”.

S’inizia così il commento del sindaco di Pontinvrea Matteo Camiciottoli che in passato era finito nei guai per avere criticato l’ex presidente della Camera Laura Boldrini  e oggi replica alle dure prese di posizione di alcuni sindaci di sinistra e di estrema sinistra, come il palermitano Leoluca Orlando e il napoletano Luigi De Magistris, contro la legge Sicurezza e Immigrazione approvata dal Parlamento e promulgata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

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“Non voglio commentare le esternazioni del sindaco di Palermo – ha aggiunto il sindaco leghista del Comune del savonese – che attaccò il giudice Giovanni Falcone quando era in prima linea contro la mafia e oggi attacca il Decreto Salvini che prevede importanti azioni proprio contro il business dell’immigrazione e contro la mafia.

Non voglio entrare nel merito delle singole critiche che ogni sindaco ha portato alla nuova legge, che a mio parere è necessaria.

Vorrei invece evidenziare come gli stessi sindaci non presero nessuna posizione quando governi non eletti da nessuno misero in atto azioni volte a cancellare i diritti (cancellazione dell’art.18), l’autonomia (Decreto Del Rio, tra le altre cose palesemente incostituzionale violando l’art. 5 della Costituzione) o i diritti dei cittadini con l’Imu sulla prima casa, anch’esso con palesi profili d’incostituzionalità.

Mi pare paradossale che  l’Anci, con il suo presidente, oggi prenda una posizione così forte. Mentre, quando il Governo aveva un altro colore, non si è strappata le vesti nel momento in cui si metteva in atto la distruzione dell’autonomia locale o si ignorava il referendum sull’acqua pubblica permettendo di privatizzare un bene fondamentale per l’uomo.

Sono sempre stato critico verso le leggi ingiuste ed inique verso i cittadini. La mia battaglia sull’Imu credo sia un esempio. Ma in quel caso noi facemmo la scelta di non applicarla sulla prima casa perchè era facoltà dei Comuni e non ‘sospendemmo’ la legge.

Credo che oggi sia anche quasi ridicolo dichiarare che il Decreto Sicurezza e Immigrazione richiami addirittura le leggi razziali o i tempi bui del ventennio. E’ la solita propaganda sterile e quasi ridicola”.

 

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