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Consiglio regionale, M5S: su cultura e spettacolo risposte imbarazzanti da giunta

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Aula Consiglio regionale della Liguria (foto di repertorio)

“Le nostre interpellanze riprendono quanto già comunicato a mezzo stampa nei giorni scorsi. L’assessore competente ha ancora una volta dato risposte insoddisfacenti sia per quanto riguarda l’attuazione dei Piani pluriennali sia per quanto riguarda i finanziamenti tanto alla cultura quanto allo spettacolo dal vivo”.

Lo hanno dichiarato oggi in aula i consiglieri regionali Marco De Ferrari e Alice Salvatore (M5S).

“Ci aspettavamo – hanno spiegato De Ferrari e Salvatore – che venisse accolta la richiesta di rilancio del Piano da triennale a pluriennale e non che si facesse riferimento a un Piano innegabilmente datato

La risposta dell’assessora Ilaria Cavo è deprimente e consegna a noi tutti un dato di fatto: da parte di questa giunta c’è una scarsa attenzione ai valori culturali del nostro territorio.

Anzi, peggio: pare quasi che i finanziamenti stanziati siano dettati da scelte di convenienza politica e non dalla reale disponibilità dei fondi. Se andiamo a vedere cosa succede nelle altre Regioni italiane in materia di finanziamento alla cultura, c’è un chiaro, innegabile abisso e Regione Liguria attua politiche che non possiamo che definire imbarazzanti.

La risposta dell’assessora Cavo dunque non ci soddisfa anche perché tra i finanziamenti a disposizione, già scarsi, collegato alla legge 33 del 2006 abbiamo trovato inseriti anche i 10.000 euro erogati nel 2015 a favore di un oratorio.

Strutture che, costatati i già esigui fondi a nostra disposizione, magari le Istituzioni potrebbero evitare di finanziare con soldi pubblici e lasciare a chi li gestisce gli oneri di finanziamento”. Così, il consigliere De Ferrari, primo firmatario dell’interpellanza sul piano pluriennale regionale di valorizzazione culturale.

Parlare di soddisfazione o di non soddisfazione di fronte alla risposta dell’assessora Cavo sul piano pluriennale di promozione dello spettacolo e in particolare sui finanziamenti alla Fondazione dell’Orchestra Sinfonica di Sanremo è a dir poco eufemistico.

Nella risposta fornita in aula ravvisiamo di fatto un mea culpa: per sua stessa ammissione, l’assessora Cavo ha infatti dichiarato che all’Ente locale, dunque a Regione Liguria, spetterebbe un’erogazione pari al 40% del contributo ministeriale presente nel FUS (Fondo Unico dello Spettacolo): dovrebbe dunque erogare ben più degli attuali e miseri 93mila euro.

Se l’Ente rinegoziasse la ripartizione della percentuale prevista dal citato contributo Ministeriale fra essa e il Comune di Sanremo (socio fondatore dell’Orchestra), che è pari, rispettivamente, al 30% e al 70% di quel 40%, la cifra che Regione Liguria dovrebbe erogare supererebbe di gran lunga i 300.000 euro.

Cifra cui si arriverebbe qualora la Liguria volesse mettersi in linea con Regioni a essa paragonabili come Marche e Abruzzo, le quali erogano rispettivamente 338.000 euro (nella fattispecie all’Orchestra filarmonica marchigiana) e 393.250 euro (all’Istituzione sinfonica abruzzese).

A questa situazione incresciosa e inaccettabile si aggiunge poi la beffa: l’assessora Cavo lo sa che i concertisti della Sinfonica di Sanremo vengono ancora pagati con un contratto di solidarietà?

Sa che l’Orchestra di Sanremo, vanto della nostra Regione e faro della celebre manifestazione cui questa Giunta si compiace di partecipare, è a rischio fallimento?

E’ cosciente del fatto che, in materia di erogazioni alle fondazioni liriche, la nostra Regione è in assoluto il fanalino di coda dell’Italia?”.