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Cinque giornate di Genova, scioperanti 2013 rischiano multe milionarie. Proteste

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Amt, protesta a Tursi contro giunta Doria (foto d'archivio)

Organizzazioni sindacali genovesi protestano contro la recente sentenza del Consiglio di Stato che prospetta una maxi multa per i dipendenti di Amt che nel novembre 2013 incrociarono le braccia per cinque giorni.

I lavoratori scioperarono nonostante il precetto del prefetto e andarono incontro a sanzioni che però vennero annullate dal Tar della Liguria.

Nei giorni scorsi i magistrati hanno annullato la sentenza di primo grado e gli scioperanti rischiano ora di pagare sanzioni milionarie.

“Registriamo – ha sottolineato ieri la Camera del lavoro metropolitana di Genova – una strana coincidenza temporale tra l’imposizione della Commissione di Garanzia, che stabilisce un intervallo raddoppiato (da 10 a 20 giorni) per l’effettuazione dello sciopero nel trasporto pubblico locale, e la sentenza del Consiglio di Stato.

La stessa Commissione che ha presentato il ricorso, ci pare distratta quando si tratta di intervenire sulle aziende che non rispettano gli accordi provocando l’azione di sciopero.

Da una parte si sanzionano con multe di milioni i lavoratori, dall’altra non si ascolta chi li rappresenta e si limita ulteriormente il diritto di sciopero: non ci risultano invece iniziative nei confronti delle società”.

Duro anche il commento di Filt Cgil, Fit Csil, Uil Trrasporti, Faisa-Cisal e Ugl: “Ci chiediamo come si possa pretendere da dei lavoratori che hanno lottato per una giusta causa, supportati dalla cittadinanza genovese, di affrontare esborsi economici tali da rendere precarie le condizioni economiche delle proprie famiglie.

Oggi tutte le forze politiche di maggioranza e anche alcune di minoranza che amministrano Genova manifestano la propria volontà di mantenere pubbliche le aziende che svolgono il servizio di Tpl metropolitano.

Ci sembra assurdo che il conto di tali scelte debba nuovamente ricadere su coloro che hanno lottato per questi interessi collettivi. Tutto questo è a dir poco vergognoso”.