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Cassa integrazione: da Governo 13 milioni in meno, fondi insufficienti per 64mila liguri

Obbligo tampone dall'estero, Berrino: scelta folle. Toti: invece è giusta
L'ex assessore regionale della giunta Toti e attuale senatore Gianni Berrino (FdI)

“Secondo il nuovo riparto nazionale, comunicato nel pomeriggio di ieri dal Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, a Regione Liguria spettano 13 milioni di euro in meno per la cassa integrazione in deroga: si passa quindi dalla quota iniziale del 2,48% all’attuale 2,25% per un totale di circa 65 milioni anziché i quasi 82 milioni previsti dalla prima ipotesi pervenuta all’assessorato al Lavoro, scesi già a 78 per i maggiori fondi trattenuti al ministero”.

Lo hanno riferito ieri i responsabili di Regione Liguria.

“Si tratta ha aggiunto l’assessore regionale al Lavoro Gianni Berrino – di una riduzione di risorse che mi ha indotto a scrivere una lettera al ministro per chiedere una maggiore erogazione per i 64.635 beneficiari liguri di questa misura economica.

Una brutta notizia, che ci mette in una pessima situazione perché quei 13 milioni di euro che ci vengono a mancare non ci permettono di soddisfare tutte le richieste di cassa che sono già arrivate in quanto, già ad oggi, siamo praticamente al completo delle risorse disponibili.

Come ho scritto al ministro, ad oggi abbiamo già una richiesta di 60 milioni di euro, considerando che all’appello mancano ancora molte domande delle aziende che con più di cinque dipendenti sottoscrivono accordi sindacali a corredo delle domande stesse e quelle delle aziende agricole prive di matricola Inps (possibili solo dalla metà di questa settimana), è evidente che la cifra erogata di 65 milioni sia del tutto insufficiente.

La riduzione delle risorse erogate è individuabile in due fattori: in primo luogo dal fatto che sono stati trattenuti direttamente al ministero 400 milioni di euro a beneficio di tutte le aziende plurilocalizzate (quelle che hanno unità lavorative in più di cinque regioni e che quindi fanno richiesta di cassa integrazione in deroga direttamente al ministero).

Mentre il decreto di riparto prevede una sottrazione massima di 120 milioni, e in secondo luogo dal fatto che il ricalcolo rivisto dal ministero assegna alle tre regioni in cui le chiusure sono avvenute prima (Lombardia, Emilia Romagna e Veneto) un 1/3 in più del riparto nazionale: tre settimane aggiuntive rispetto alle nove che spettano alle altre regioni.

Senza nulla togliere a queste tre regioni, voglio ricordare al ministro Catalfo che anche in Liguria dal 23 febbraio sono stati sospesi tutti i servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado, le università, i corsi di alta formazione professionale e che tantissime attività hanno chiuso sin dai primi giorni dello scorso mese anticipando quindi il decreto ‘Cura Italia’ dell’11 marzo.

Mi chiedo per quale motivo il Governo, avendo garantito che la cassa fosse per tutti e potenzialmente retroattiva al 23 febbraio, abbia ridotto in maniera così drastica la cifra a nostra disposizione.

Ho quindi chiesto una soluzione celere per aumentare le risorse da stanziare alla Regione Liguria, riportando la percentuale di riparto a quella inizialmente prevista al fine di evitare ovvie e conseguenti ripercussioni sulle aziende e sui lavoratori coinvolti”.