Home Politica Politica Genova

Bucci: tra opere propedeutiche anche smaltire detriti, ma Autostrade non può ricostruire ponte

0
CONDIVIDI
Ponte Morandi, il sindaco di Genova Marco Bucci in Val Polcevera (foto di archivio)

“L’emendamento al Decreto Genova dice che Autostrade non può fare il lavoro di ricostruzione del ponte, il resto sono interpretazioni. Che Autostrade possa rientrare dalla finestra è un’interpretazione non corretta. L’emendamento riporta in gioco tutti per le opere che sono propedeutiche, non solo Autostrade. E poi non è detto che si tratti di demolizione, come dice Di Maio, ci sono anche da smaltire i detriti. Ci sono tante altre cose”.

Lo ha precisato oggi pomeriggio il sindaco di Genova e Commissario per la ricostruzione del viadotto autostradale sul Polcevera, Marco Bucci.

Stamane il capogruppo regionale del Pd, Giovanni Lunardon, aveva dichiarato così: “Il governo della confusione ha ancora una volta cambiato idea e consentirà a Società Autostrade di intervenire nelle opere propedeutiche: cioè nella demolizione. Ma non è escluso che fra gli interventi previsti dall’emendamento della maggioranza di governo rientrino anche le indagini geologiche e preventive alla realizzazione dell’opera, lo studio di fattibilità e il progetto preliminare.

Per quale ragione Aspi può essere coinvolta nella demolizione e non nella realizzazione del ponte, percorrendo la via più rapida e meno esposta al rischio contenziosi, come da tempo richiede tutta la comunità genovese, dai sindacati alla categorie economiche, fino alle istituzioni locali?

Questo è il solo modo per garantire tempi certi e brevi per il nuovo ponte. Come avviene in tutto il mondo il concessionario ha il preciso dovere di restituire il bene che amministra intatto e funzionante. E se deve ripristinarlo deve farlo a sua spese, al netto della procedura di revoca che deve andare avanti, del giudizio della magistratura e delle azioni di risarcimento. Escludere Autostrade dalla ricostruzione è il più grande regalo che le si possa fare. Un favore che costerà allo Stato 600 milioni di euro, tra fondi di garanzia e sterilizzazione dell’indebitamento”.