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Bolzaneto G8 2001: Corte dei Conti condanna il magistrato Alfonso Sabella

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L'ex sindaco di Roma Ignazio Marino (Pd) e il magistrato Alfonso Sabella

Una cifra da capogiro. Complessivamente sei milioni di euro per i danni che per i giudici della Corte dei Conti sono stati causati allo Stato, a seguito dei risarcimenti pagati a chi subì i presunti abusi nella caserma di Bolzaneto durante il G8 di Genova nel 2001.

Secondo quanto riferito dall’agenzia Ansa, inoltre, le toghe genovesi hanno condannato 28 persone, tra cui anche un loro collega magistrato, Alfonso Sabella, all’epoca dei fatti capo dell’Ispettorato del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap).

Sabella è stato sostituto procuratore del pool antimafia di Palermo di Gian Carlo Caselli e nel 2014 è stato anche nominato assessore alla Legalità del Comune di Roma dall’allora sindaco del Pd Ignazio Marino. Attualmente risulta giudice presso il Tribunale di Napoli.

Gli altri sarebbero medici e sanitari, appartenenti della polizia, carabinieri e polizia penitenziaria, incluso il “mitico” generale Oronzo Doria, ex capo area della Liguria degli agenti di polizia penitenziaria che durante il G8 fece solo da “coordinatore” tra istituzioni.

La procura di Genova aveva chiesto, a vario titolo, un risarcimento di 7 milioni di euro per i ristori pagati alle parti offese in sede penale e le spese legali e altri 5 milioni per il danno di immagine.

I magistrati contabili, nonostante la posizione di Alfonso Sabella sia stata penalmente archiviata anni fa, avrebbero ritenuto che per la sua “elevata posizione” ricoperta nell’amministrazione penitenziaria avrebbe dovuto “controllare e vigilare” affinché non avvenissero “violenze o comportamenti scorretti” da parte dei suoi sottoposti.

Stesse argomentazioni anche per il generale Oronzo Doria, tirato in mezzo dai pm genovesi e poi assolto penalmente da tutte le accuse, che nel 2008 rilasciò un’intervista al Giornale: “Trattato da boia senza neppure sapere perchè”.

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