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Bce alza i tassi di 75 punti base. Lagarde: probabili altri rialzi

Bce alza i tassi di 75 punti base. Lagarde: probabili altri rialzi

Bce alza i tassi di 75 punti base. Per contrastare la salita dell’inflazione prosegue la stretta sulla politica monetaria della Bce.

Il Consiglio direttivo della Bce ha deciso di alzare di 75 punti base i tre tassi di interesse di riferimento. Perciò, i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali si elevano al 2%. Per le operazioni di rifinanziamento marginale saliranno al 2,25%. Sui depositi presso la banca centrale saranno innalzati all’1,5%. Questa decisione è stata presa con il chiaro obiettivo di contrastare l’inflazione. Ma, dopo questa scelta, c’è anche il pericolo recessivo sull’eurodollaro sia vicino.

Christine Lagarde, presidente della Bce, avverte che potrebbe dover alzare i tassi ancora in “diverse riunioni”. Parole che mettono in forse l’ipotesi di una ripresa dell’industria, dell’artigianato e del commercio.

Lagarde si è rifiutata di indicare il tasso “terminale”, quello a cui la Bce intende fermarsi, spiegando che dipenderà dai dati e sulla base di valutazioni fatte a ciascuna riunione del Consiglio direttivo: «Ad un certo punto dovremo naturalmente identificare il tasso che porti l’inflazione all’obiettivo del 2%». Si legge in una nota della presidente della Bce. 

I dati dell’Istituto nazionale di statistica Istat:

Ancora prima del rialzo dei tassi l’Istat aveva riferito un nuovo calo della fiducia di imprese e consumatori. Per le imprese, siamo al quarto mese consecutivo di calo: a ottobre l’indice è passato da 105,1 a 104,5. Il clima di fiducia peggiora in tutti i comparti (nel settore manifatturiero l‘indice passa da 101,2 a 100,4, nelle costruzioni da 159,5 a 157,5 e nel commercio al dettaglio da 110,5 a 108,7) ad eccezione dei servizi di mercato dove l’indice rimane sostanzialmente stabile, passando da 95,8 a 95,9.

Nel comparto manifatturiero si rileva un peggioramento dei giudizi sulla domanda e un incremento delle giacenze di prodotti finiti, mentre sono in leggero miglioramento le attese sulla produzione. Nelle costruzioni si registra un peggioramento dei giudizi sugli ordini mentre le aspettative sull’occupazione presso l’impresa sono in aumento.

Per quanto riguarda il comparto dei servizi di mercato, le attese sugli ordini e i giudizi sull’andamento degli affari registrano un miglioramento mentre il saldo dei giudizi sugli ordini diminuisce. Nel commercio al dettaglio, infine, tutte le componenti registrano un deterioramento, che riguarda essenzialmente la distribuzione tradizionale.

Per quanto riguarda invece l’indice di fiducia dei consumatori, si stima un peggioramento di tutte le variabili ad eccezione delle attese sulla situazione economica del Paese. Il clima corrente e quello personale registrano i cali più accentuati passando, rispettivamente, da 96,9 a 91,0 e da 99,3 a 94,3. Il clima economico e quello futuro subiscono flessioni più contenute (rispettivamente da 81,3 a 77,6 e da 91,8 a 88,8). ABov