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Balneari e riaperture, Costa: Governo in forte ritardo, incertezze anche in questo caso

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Stablimento balneare (foto di repertorio)

“Governo in ritardo sulle modalità di accesso alle spiagge, non si può scaricare il problema sugli Enti locali e sugli operatori. Necessaria una disciplina di prevenzione contro il rischio di nuovi contagi.

Tra le numerose categorie che in Liguria stanno vivendo giorni di ansia, quella delle imprese balneari è sicuramente tra le più esposte di fronte al rischio di non poter operare nella stagione balneare alle porte.

Accanto all’incertezza su quali saranno le regolamentazioni per poter operare nelle proprie aziende, vi è anche il timore di doversi trovare ad affrontare problematiche di ordine sanitario e sociale esterne al perimetro delle loro concessioni”.

Lo ha dichiarato oggi il consigliere regionale Andrea Costa (Liguria popolare).

“Se da parte loro – ha aggiunto Costa – gli operatori si sono responsabilmente detti disponibili ad adottare tutte le misure atte a garantire il distanziamento sociale e la salubrità delle loro strutture, mettendo anche in conto un anno di potenziale perdita, quello che li spaventa è la gestione della circolazione delle persone tra le varie strutture e in particolare dalle spiagge libere.

Senza un adeguato sistema di controlli di tutte le persone sugli arenili ogni sforzo adottato dagli imprenditori balneari verrebbe vanificato in brevissimo tempo.

Pur accogliendo con favore la sensibilità dimostrata da questi operatori nel subordinare le loro richieste di un sostegno economico all’esigenza di operare con tranquillità per poter garantire un servizio ed una maggiore sicurezza.

Come Liguria Popolare ci sentiamo di farci parte attiva per sostenere le loro legittime richieste presso la Regione, che si è sempre dimostrata attenta alle necessità di un settore fondamentale per intere zone della Liguria, ma soprattutto al Governo perché tenga presente la particolarità di questa realtà economica e non scarichi il problema sugli Enti Locali.

Non è accettabile che un imprenditore sia costretto a tenere chiusa la propria azienda non perché lui non sia in grado di garantire il rispetto delle disposizioni che lo Stato, prima o poi, gli darà, ma perché quello stesso Stato non è capace di farlo operare in piena sicurezza, nei confronti dei suoi clienti e dei suoi dipendenti”.