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Ad Albenga raccolta firme per il Pronto Soccorso

Situazione da Terzo Mondo nel comprensorio ingauno a causa della chiusura del pronto Soccorso ad Albenga. Ora su quello di Pietra Ligure gravitano le eventuali emergenze di oltre 350000 persone al giorno

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Ardoino, Rapa e Tomatis (Foto Daros)

SAVONA. 30 LUG. E’iniziata questa mattina, alle ore 9, nella sede della Croce Bianca di Albenga, la raccolta firme per la petizione presentata nei giorni scorsi, in conferenza stampa, dal sindaco di Albenga Riccardo Tomatis, da Dino Ardoino, presidente della Croce Bianca e da Gino Rapa del Comitato “Senza pronto soccorso si muore”.

La petizione, che una volta raccolte le firme, sarà inviata al Prefetto di Savona Enrico Gullotti, è un vero e proprio grido di allarme rivolto alla massima autorità locale statale affinchè la grave situazione sanitaria del ponente savonese non passi inosservata.

“La situazione già oggi è irreparabile- aveva detto in occasione della conferenza stampa il sindaco Tomatis- Molti miei pazienti hanno addirittura rinunciato a curarsi perché hanno paura di rimanere imbottigliati per ore al pronto soccorso di Pietra Ligure, come è accaduto a tanti. Il territorio è sguarnito e medici ed infermieri sono perennemente sotto pressione. Scene non da società civile, ma da bolgia infernale, sono costretti ad assistere ogni giorno familiari di pazienti e militi delle ambulanze”.

Non ha quasi più parole per commentare la situazione di Albenga e del suo comprensorio neppure Gino Rapa: “Toti vive lontano anni luce dalla realtà. La situazione è davvero già irreparabile. Stiamo assistendo a comportamenti disumani che hanno anche fatto preoccupare il nostro Vescovo, Sua Eccellenza Guglielmo Borghetti, che si è dichiarato d’accordo con la nostra iniziativa. Alla Liguria di Ponente chiediamo un risveglio di dignità. L’ Ospedale di Albenga ce lo hanno lasciato in eredità i nostri antenati, non possiamo restare inermi di fronte ad un affronto simile”.

Molto preoccupato è anche Ardoino: “Noi abbiamo 45 ambulanze ed un gran numero di generosi volontari, ma ora i nostri volontari temono le chiamate. Infatti mentre prima un servizio poteva al massimo durare un’ora o due al massimo, adesso siamo passati a tempi che variano da tre a sei ore e più. Al pronto soccorso di Pietra portiamo anche pazienti che poi dopo 3, 4 o 5 ore di attesa desistono, firmano e se ne vanno. A Genova calcolano che da Albenga a Pietra ci siano soltanto 12 chilometri, ma noi siamo il riferimento di un’ampia zona che comprende quattro valli dell’entroterra che sono anche profonde più di trenta chilometri e traffico, incidenti, blocchi sull’ Aurelia e sull’ Autostrada trasformano i 12 chilometri teorici in ore ed ore di viaggio. La situazione è vergognosa, da paese del terzo mondo. La nostra petizione deve far capire che ci sono delle responsabilità per questa situazione”.

La raccolta firme verrà fatta anche in tutti gli altri comuni interessati alla chiusura del pronto Soccorso di Albenga. In Comune anche l’altro Tomatis, che è in minoranza, Roberto, ribadisce la posizione critica dell’amministrazione ingauna rispetto alle scelte della Regione Liguria: “Toti e ASL incapaci di predisporre per tempo un piano d’emergenza per far fronte all’aumento del flusso di pazienti legato al periodo estivo e aggravato dall’ ondata di calore- afferma il capogruppo di Fratelli d’Italia- in merito alle condizioni di lavoro del pronto soccorso del Santa Corona di Pietra Ligure.

Tomatis chiede al presidente e assessore alla sanità Toti il motivo per il quale non è stato approntato un piano emergenziale per far fronte a questo flusso di persone in questo periodo ampiamente previsto cercando solo di correre ai ripari in modo tardivo e parziale solo dopo il 27 luglio implementando alcuni posti letto ai pazienti Covid negativi.

“Tutto questo – conclude Roberto Tomatis ha provocato il collasso del sistema emergenziale, un vero e proprio flop. La speranza che si possa scrivere la parola fine alle condizioni disastrose alle quali abbiamo assistito in questi giorni con una presa di posizione concreta di tutte le forze politiche che amministrano la regione”.
CLAUDIO ALMANZI