Da Capolungo a Bogliasco, una sequenza di eventi riaccende l’allarme sulle falesie
La costa ligure torna sotto osservazione dopo il cedimento della falesia che sorregge piazza Trento e Trieste a Bogliasco. L’episodio si inserisce in una serie di eventi simili avvenuti negli ultimi anni, dal crollo di Capolungo a Genova nel 2014 fino al cedimento nell’area del cimitero di Camogli nel 2021. In tutti i casi non si sono registrate vittime, ma la ricorrenza dei fenomeni evidenzia una fragilità strutturale che interessa diversi tratti costieri della regione.
Una dinamica naturale che non può essere ignorata
Secondo l’Ordine dei Geologi della Liguria, attribuire questi crolli esclusivamente ai cambiamenti climatici rischia di semplificare un quadro molto più complesso. Le falesie costiere sono sistemi geomorfologici in continua evoluzione, modellati nel tempo dall’azione del mare su rocce spesso fratturate e alterabili. L’erosione marina agisce progressivamente alla base, indebolendo la struttura e favorendo arretramenti e cedimenti che fanno parte della loro dinamica naturale.
Aree urbanizzate esposte a un rischio concreto
Il problema assume una rilevanza particolare nei punti in cui le falesie sostengono edifici, strade, piazze pubbliche, belvedere o aree cimiteriali. In Liguria questi contesti non sono isolati e richiedono una gestione consapevole del rischio. La presenza di infrastrutture e luoghi frequentati rende necessario intervenire prima che l’instabilità naturale si trasformi in un pericolo per la pubblica incolumità.
Interventi strutturali e protezione del piede
La messa in sicurezza delle falesie passa innanzitutto dalla difesa del piede roccioso dall’azione del moto ondoso, condizione essenziale per limitare l’erosione e ristabilire un equilibrio compatibile con le caratteristiche geologiche del sito. A questa fase devono seguire interventi di consolidamento mirati sul ciglio e sulle porzioni che sostengono strutture e infrastrutture, con soluzioni geotecniche adeguate ai singoli contesti.
Competenze istituzionali e necessità di coordinamento
Fino alla fine degli anni Novanta la difesa della costa era affidata allo Stato, che operava tramite il Genio Civile Opere Marittime. Dal trasferimento delle competenze alle Regioni, in Liguria il ruolo di programmazione e coordinamento spetta all’ente regionale, mentre l’attuazione degli interventi è demandata ai Comuni. Questo assetto rende centrale una visione condivisa e una pianificazione coerente su scala regionale.
Verso una pianificazione regionale operativa
Alla luce degli eventi recenti e delle criticità già note, l’Ordine dei Geologi della Liguria sottolinea l’urgenza di definire un piano regionale operativo per le falesie. L’obiettivo è individuare i tratti più esposti e garantire una programmazione pluriennale delle risorse, superando un approccio basato esclusivamente su interventi emergenziali.
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