La rassegna culturale di Riomaggiore inaugura l’anno con tre autori e un confronto su memoria e resilienza
Riparte a Riomaggiore Castello di Parole, la rassegna letteraria ospitata negli spazi del Castello, che inaugura il 2026 con il primo incontro in programma sabato 24 gennaio alle 17.30. L’avvio della quinta edizione propone un dialogo a più voci affidato a tre giornalisti-scrittori e a tre opere che affrontano, da prospettive diverse, i temi della memoria, dell’identità e della capacità di resistere ai cambiamenti del presente.
Un incontro tra politica, narrativa e memoria storica
Al centro dell’appuntamento ci sono Luciana Grosso, Roberto Longoni e Mario Paternostro. La presentazione sarà guidata dalla giornalista Ornella D’Alessio insieme alla sindaca di Riomaggiore, Fabrizia Pecunia. I tre libri selezionati offrono uno sguardo articolato sulla contemporaneità, intrecciando cronaca, racconto personale e riflessione storica.
Luciana Grosso porta al pubblico Mamdani. Un socialista a New York, pubblicato da Castelvecchi, un lavoro che utilizza la politica statunitense come campo di osservazione sociale e culturale. Il volume ripercorre l’esperienza di Zohran Mamdani, mettendo in luce il valore del linguaggio politico e della partecipazione in una metropoli complessa come New York.

Storie di radici, distacchi e ritorni
Con Malditerra, edito da Arca Edizioni, Roberto Longoni firma un romanzo d’esordio che indaga il rapporto tra appartenenza e desiderio di altrove. Il racconto segue un percorso di formazione segnato da legami familiari, fratture e tentativi di emancipazione, restituendo il peso delle origini anche quando si cerca di lasciarle alle spalle.
Mario Paternostro propone invece Mi è scappato il nonno partigiano, pubblicato da Fratelli Frilli Editori. Il romanzo si muove sul terreno del noir, collegando un’indagine ambientata nel presente a episodi legati alla Resistenza. Il passato emerge come elemento ancora irrisolto, capace di incidere sulle vicende contemporanee e di riaprire interrogativi collettivi.
Una rassegna culturale radicata nel territorio
Castello di Parole si è consolidata nel tempo come uno spazio di confronto stabile, capace di andare oltre la semplice presentazione editoriale. Nel corso delle edizioni precedenti ha coinvolto decine di autori e libri, costruendo una proposta culturale continuativa anche nei mesi lontani dai picchi turistici. La scelta di ospitare la rassegna in un piccolo centro delle Cinque Terre risponde all’obiettivo di rafforzare il tessuto sociale e offrire occasioni di partecipazione culturale alla comunità locale.
La sindaca Fabrizia Pecunia ha sottolineato come la rassegna rappresenti «uno spazio di ascolto e di riflessione condivisa», diventando nel tempo uno strumento per raccontare Riomaggiore come luogo abitato e pensante, non soltanto come meta di passaggio. Il progetto ha ottenuto anche il riconoscimento istituzionale, con il rinnovo del patrocinio della Regione Liguria per il secondo anno consecutivo.
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