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61. Salone Nautico Internazionale di Genova: ultimo giorno

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Salone Nautico 61.-foto Linda Kaiser

È un Salone Nautico in netta ripresa quello che chiude oggi alla Fiera di Genova.

Questa 61a edizione ha registrato un boom di espositori, tanto che la domanda aggiuntiva di spazi ha portato ad ampliare e ridisegnare il layout dell’Area Vela, Yacht a motore e Maxi Rib (Rigid Hull Inflatable Boat), mentre il Padiglione Accessori ha registrato il tutto esaurito.

Flussi costanti di visitatori sono stati sempre presenti nei sei giorni di apertura, da giovedì 16 settembre a oggi, dalle ore 10 alle ore 18.30, con biglietti sold out nel weekend.

Salone Nautico 61.-Banchine vele e motori-foto Linda Kaiser

Il claim di questa manifestazione – “La nautica ha il suo punto fermo. Anche nel 2021” – è stato centrato, dopo l’atto coraggioso dell’anno scorso, quando quello di Genova è stato l’unico Salone dedicato al mare ad aver aperto in epoca Covid.

Molto positiva è anche la presenza tra gli espositori dei top player di settore della nautica mondiale, sia per le imbarcazioni a motore che per la vela.

Nella grandissima area riservata a Yacht & Superyachts ricordiamo, ad esempio, Sanlorenzo, Azimut Benetti, Amer Yachts, Pardo Yachts e Rio Yachts. Sono tornati finalmente a Genova quest’anno, tra gli altri, Baglietto, Ferretti Group, Cranchi Yachts e Absolute.

Proprio gli stand di tre big, Azimut, Ferretti e San Lorenzo, sono ammirevoli per la presentazione architettonica e gli allestimenti delle loro zone di accoglienza. Al Gruppo Ferretti assegnerei un premio a parte per questo. La struttura – “Your Private Island” –, con tanto di terrazza, vasche con ninfee e sagome vintage che celebrano l’estate, rimanda a set da cinema e ad atmosfere perdute. In acqua si può notare una delle première più ammirate, il Diable 68’, l’ammiraglia Riva nata nel cantiere di Sarnico dalla matita di Mauro Micheli – fondatore con Sergio Beretta di Officina Italiana Design – e varata quest’estate nelle acque del lago di Iseo.

Salone Nautico 61.-Baglietto Run Away-foto Linda Kaiser

Il DOM 133, Run Away di Baglietto, illuminato all’imbrunire, è uno yacht con scafo in alluminio di 37 metri che colpisce con i suoi tre ponti più il fly bridge. Ha inaugurato la nuova linea DOM – gamma che prende spunto da domus (casa, in latino), con il suo claim “una casa lontano da casa” – ed è nato dalla collaborazione con lo yacht designer Stefano Vafiadis. Anch’esso varato in luglio, possiede una quinta cabina adibita ad area gym e annesso hammam ed è corredato di un ascensore che collega tutti i ponti.

Una nuova scoperta per me è il NY24 di Nerea Yacht, una giovane azienda fondata nel 2018 da Dario Messina vicino a Fano, sull’Adriatico. L’imprenditore siciliano, trasferitosi poco più che ventenne nelle Marche, si costruisce un’esperienza ventennale nell’ambito della cantieristica nautica d’eccellenza, di cui nel tempo conquista la fiducia. Nel 2008 fonda una prima piccola impresa, Argo Marine e, a causa della crisi economica, si concentra inizialmente sulle attività di assistenza, fino a crescere come partner strategico del Gruppo Ferretti. Il NY24 è firmato dai designer liguri Alessio Battistini e Davide Bernardini dello studio di design ideaeITALIA. Si tratta di un day-cruiser open tecnologico, versatile e altamente personalizzato, si potrebbe dire con cura “sartoriale”. Lungo 7,35 m f.t., questo gioiellino raggiunge nella versione esposta, la Deluxe, una velocità di crociera di 28 nodi.

Nell’ambito del SAILING WORLD si possono ammirare le ultime novità di marchi di eccellenza come Cantiere del Pardo o Nautor’s Swan – con gli eleganti monoscafi cabinati Swan 48’ e Swan 58’ –, mentre dall’estero non mancano i cantieri francesi come Beneteau, Jeanneau e Dufour, i tedeschi Bavaria Yachts e Hanse e i danesi di X-Yachts. Accanto alle barche a vela il CATAMARANS HUB, dedicato ai multiscafi, trova qui la sua collocazione ideale.

Uno spazio in banchina è stato dedicato anche alle imbarcazioni tradizionali del Mediterraneo, i gozzi, vanto di Liguria e Campania. Per ricordarne qualcuno, oltre ad Apreamare e a Sciallino, qui troviamo Mussini Giorgio, che vanta una lunga tradizione a Portofino (dal 1949). La sua bellissima Paraggina 10, progettata dall’architetto Edoardo Miola in stretta collaborazione con Gaetano Mussini, è realizzata nello scafo e nella coperta in vetroresina stratificata a mano, con gabbia strutturale di rinforzo e paratia prodiera di collisione. La coperta e gli interni sono poi rivestiti di legni pregiati e l’alternanza di teak e mogano creano piacevoli contrasti. La personalizzazione vanta il fatto che “non esiste una Paraggina uguale all’altra”. Porta 10 persone, con 2/4 posti letto e velocità di crociera a 20 nodi.

Insieme alle imbarcazioni pneumatiche i motori fuoribordo sono protagonisti dello spazio al piano terra del Padiglione B, intitolato al BOATING DISCOVERY, con le novità proposte da marchi come Honda, Evinrude, Yamaha o Suzuki. Qui fanno bella mostra di sé i gommoni Zar, BWA, Ranieri International, Marlin Boats, Lomac e tanti altri.

Salone Nautico 61.-Boating Discovery-foto Linda Kaiser

A proposito di quest’ultimo marchio, il nuovo GranTurismo 11.0 Cruiser vince il Design Innovation Award 2021, per cui merita una visita speciale. Il cantiere Lomac costruisce battelli pneumatici all’avanguardia e nasce agli inizi degli anni ’60 a Milano. Oggi l’azienda guidata da Paolo e Fabrizio Lo Manto, terza generazione della famiglia, si aggiudica il primo premio nella categoria “unità pneumatiche”. Questo particolare segmento dei cruiser-luxury-rib alto di gamma presenta le linee di un coupé, coniugando alte prestazioni, design sportivo e buona abitabilità in cabina. Dotata di bagno e aree storage adeguate, l’imbarcazione  consente di trascorrere anche qualche notte in rada.

Al piano superiore del Padiglione B, nel settore Tech Trade, come sempre si ritrova il mondo della componentistica e dell’accessoristica, in cui il Made in Italy offre il meglio con marchi rinomati come Osculati, Besenzoni, Veleria San Giorgio, Foresti e Suardi, F.lli Razeto e Casareto. Non mancano i big della tecnologia per la navigazione come Garmin e Raymarine.

Le prove in mare si possono svolgere su appuntamento e animano le banchine e gli spazi acquei del Salone, uno spettacolo sempre godibile nel suo complesso anche dalle terrazze del Padiglione B.

Last but not least, l’area LIVING THE SEA, sotto la tensostruttura del piazzale Marina, permette anche acquisti nel settore dell’abbigliamento tecnico e di altre componenti connesse con l’acqua.

Qui si possono fare scoperte interessanti o notare marchi poco conosciuti al grande pubblico, come le UYN Shoes, con le linee Skipper per la vela, Natur Tune e Free Flow lanciate adesso. UYN è un marchio di Treré Innovation di Asola (MN), definita con oltre 50 anni di esperienza leader mondiale nello sviluppo, nella produzione e nella distribuzione di abbigliamento ad alto contenuto tecnico. UYN è nata nel 2018, ma è già partner e sponsor di una decina di squadre nazionali di sci (tra le quali, Italia, Austria, Germania, Russia e Cina) e del team di Valentino Rossi. Per la confezione delle scarpe, che calzano con lo stesso comfort di una calza, viene usato il natex invece del nylon, che è al 100% naturale, molto più traspirante (asciuga al 50% più velocemente), è al 25% più leggero, è antibatterico e antiodore: deriva dalla pianta del ricino, da cui estraggono l’olio e quindi i polimeri.

Salone Nautico 61.-UYN Shoes-foto Linda Kaiser

Nell’abbigliamento UYN produce capi per il natural training, maglie comfort con zero aderenza, utilizzabili per qualsiasi attività, con colori naturali e davvero piacevoli anche al tatto. Vengono scelti i fiori di campo per il filato, che è antiallergico, in natex e cotone organico. La termicità e la traspirazione sono un must di questo marchio, che perciò viene usato negli sport invernali.

Gli occhiali Revo, abbreviazione di Revolution, nascono nel 1985 negli USA. Sono i migliori occhiali da sole al mondo e non a caso li indosso anch’io, quando apprendo da Marco Paganini, agente per l’Italia presso l’espositore specifico di Corderia Nazionale, che fu l’ingegnere ottico Mitch Ruta, appassionato sciatore, che ebbe l’idea di adattare la tecnologia spaziale a occhiali ad alta prestazione. A Houston, nell’ambito della Nasa, si fecero le prime ricerche sulle lenti polarizzate per i caschi degli astronauti e gli oblò delle navicelle spaziali. La stessa tecnologia è stata applicata, in maniera più soft, sulla superficie terrestre, che possiede già filtri naturali nell’atmosfera. Le lenti, che hanno una nitidezza unica, sono ricoperte da molteplici strati (coating) e possono essere di cristallo, nylon o policarbonato.

Salone Nautico 61.-Occhiali Revo-foto Linda Kaiser

Oggi il brand Revo appartiene al M. Robinson Group di New York e in Italia sponsorizza la Società delle Guide Alpine di Courmayeur; la Barcolana di Trieste (10 ottobre 2021); Bode Miller, il campione di sci più medagliato del mondo; Bear Grylls, esploratore, conduttore televisivo, alpinista e militare che si dedica alle survival adventure. Attualmente la Revo vanta 90 modelli diversi di occhiali. Una nuova linea Black in carbonio verrà presentata in novembre (con una decina di modelli), mentre le lenti fotocromatiche sono uscite a luglio 2021 e sono caratterizzate da una estrema rapidità di cambiamento da chiaro a scuro. Il target consumer di Revo è caratterizzato da clienti evoluti, che apprezzano la tecnologia e sono aggiornati sulla moda.

Sandro Ciliegi è responsabile boat sharing presso lo stand della Medboat Sharing. Il motto della loro attività è: “La tua barca, senza comprarla”. Mi racconta che si tratta di un’azienda toscana con sede a Prato e sedi operative e basi nautiche a Marina di Scarlino (vicino a Follonica) e La Spezia. Nata nel 2012, questa società ha rilevato un marchio già esistente. Sono gli unici in Italia a proporre boat sharing con un software che permette le prenotazioni in maniera strutturata e organizzata. Hanno diverse barche continuamente affittate, per una cinquantina di clienti l’anno. Si può anche comprare la barca che affittano, ma più spesso i loro clienti scelgono una barca usata, dopo aver compiuto una certa esperienza. Il loro target va dai 35 ai 70 anni; di solito sono famiglie, che hanno desiderato almeno una volta nella vita di possedere una barca. A richiesta, possono insegnare a condurre una barca sia partendo da zero sia anche a chi ha già conseguito la patente nautica. Per ora hanno a disposizione barche a vela, dai 30 ai 40 piedi di lunghezza, ma nel prossimo futuro pensano di inserire anche barche a motore. I loro clienti provengono da tutta Italia, anche se prevalentemente da nord e centro Italia; rari gli stranieri.

Salone Nautico 61.-Cressi Dog-foto Linda Kaiser

Nello stand SV03 della Corderia Nazionale, lo storico negozio di via Gramsci a Genova, che dispone anche di un Diving Center, parlo con Maria Elena Clementi. La figlia ventiduenne di Barbara (la titolare), ha finito il terzo anno di Scienze della Comunicazione all’Università di Genova e in questi giorni di Salone ha venduto moltissimi prodotti Melamineware. La melamina è un composto scoperto nel 1834 da Liebig, ma utilizzato industrialmente soltanto dal 1940. Si tratta di oggetti infrangibili, antigraffio, che si possono inserire sia nel microonde che in lavastoviglie. Insomma, queste “finte ceramiche” e, per i bicchieri, questi “finti cristalli” sono l’ideale da portare in barca. Gli accessori per la tavola – piatti, tazze, bicchieri – nella parte inferiore sono pure dotati di gomma antiscivolo. Domando quale sia “la linea che va di più” ed è la North Wind, che ha per motivo caratterizzante la rosa dei venti. I set possono essere venduti in una borsa frigorifero che comprende 4 o 6 piatti di tre dimensioni diverse (piano, fondo e da dolce) e le tazze. Ci sono, poi, anche posate, brocche e bicchieri da acqua, da vino e da champagne coordinabili.

Infine, c’è la linea Cressi Dog, nata nel 2018 nella nota azienda genovese di subacquea e proposta da Corderia Nazionale. Qui si possono provare e acquistare i due prodotti pensati per la sicurezza dei quattro zampe in acqua: il Wetsuit in neoprene 3 mm e il Life Jacket in cordura. Il primo mantiene il calore nel corpo dell’animale, favorendone il nuoto e la sensazione di sicurezza; il secondo ne garantisce il galleggiamento, anche in caso di caduta accidentale dalla barca. Sono disegnati in Italia e fabbricati rispettivamente a Genova e nell’azienda Cressi in Ungheria, negli stessi luoghi e secondo la stessa filiera con la quale vengono confezionate le mute e i jacket per gli umani. La qualità dei componenti (ogni dettaglio è curato, dalle fibbie in acetato resistenti all’usura, alle maniglie e alle parti riflettenti) e la durata nel tempo di questi oggetti tecnici sono garantite, ma anche il comfort per l’animale e l’estetica, frutto di un vasto know how nel settore.

Tra gli incontri con le celebrità si possono annoverare il sindaco Marco Bucci (quasi giornalmente) e il suo oppositore Ferruccio Sansa, il virologo Matteo Bassetti e Beppe Grillo, nonché i campioni olimpici di vela di Tokyo 2020, Ruggero Tita e Caterina Banti. Tutti insieme è un po’ come se sintetizzassero lo spirito del tempo, di un tempo che non può che migliorare. Quest’anno ci siamo già riusciti con quello atmosferico ed è un gran risultato. Linda Kaiser

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