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Vaiolo scimmie, circolare ministero Salute: Valutare vaccinazione sanitari

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Il ministro della Salute Roberto Speranza

Potrebbe essere richiesta la quarantena. Considerato alto il rischio di trasmissione per via sessuale

Il ministero della Salute, ha emesso una circolare che dà indicazioni su segnalazione, tracciamento dei contatti e gestione dei casi di monkeypox, il vaiolo delle scimmie. La circolare è firma dal direttore Giovanni Rezza.

Ecco la circolare da leggere o scaricare QUI

Vaiolo scimmie. Ipotesi vaccinazione per i sanitari 

In particolare “la vaccinazione post-esposizione, idealmente entro 4 giorni dall’esposizione” al virus del vaiolo delle scimmie “può essere presa in considerazione per contatti a rischio più elevato come gli operatori sanitari, compreso il personale di laboratorio, previa attenta valutazione dei rischi e dei benefici”.

L’uso di antivirali

“L’adozione di contromisure di tipo medico farmacologico, inclusi specifici antivirali – spiega la circolare – può essere presa in considerazione e nell’ambito di protocolli di uso sperimentale o compassionevole, in particolare per coloro che presentano sintomi gravi o che possono essere a rischio di scarsi risultati, come le persone immunodepresse”.

Vaiolo scimmie. Avanza l’ipotesi della quarantena

Al momento, secondo quanto spiega la circolare, nell’Unione Europea, sarebbero 68 i casi confermati di vaiolo delle scimmie. Almeno 42 casi in fase di indagine. Al 23 maggio non si sono registrati casi di decesso.

Dopo la quarantena di 21 giorni applicata dal Belgio, come primo paese, anche in Italia si incomincia a parlare di eventuali periodi di isolamento.

La circolare, infatti, precisa che “in specifici contesti ambientali ed epidemiologici, sulla base delle valutazioni delle autorità sanitarie, potrebbe essere richiesta l’applicazione di misure quarantenarie”.

La circolare precisa che gli individui che sono entrati in contatto con un malato “devono essere monitorati almeno quotidianamente per l’insorgenza di segni/sintomi per un periodo di 21 giorni dall’ultimo contatto con un paziente o con i suoi materiali contaminati durante il periodo infettivo. I sintomi includono mal di testa, febbre, brividi, mal di gola, malessere, astenia, eruzione cutanea e linfoadenopatia”.

Durante i 21 giorni di sorveglianza i contatti di caso monkeypox “devono evitare contatti con persone immunodepresse, donne in gravidanza e bambini di età inferiore ai 12 anni”. Inoltre i contatti asintomatici “non devono donare sangue, cellule, tessuti, organi, latte materno o sperma mentre sono sotto sorveglianza”.

Ministero della Salute: tracciare i contatti

INella circolar eil ministero della Salute, parla di un tracciamento dei contatti che “permette la rapida identificazione di nuovi casi, di interrompere la trasmissione del virus e contenere l’epidemia. Permette inoltre di identificare precocemente e gestire eventuali contatti a rischio più elevato di sviluppare una malattia grave” e “vanno considerati diversi contesti, tra cui famiglia, posto di lavoro, scuola/asilo nido, contatti sessuali, assistenza sanitaria, trasporti, sport, incontri sociali e qualsiasi altra interazione ricordata. Gli elenchi delle presenze, le liste passeggeri, ecc. possono essere ulteriormente utilizzati per identificare i contatti”.

Vaiolo scimmie. Come avviene il contagio

Secondo quanto si legge nella circolare la “trasmissione interumana” del vaiolo delle scimmie avverrebbe “anche in assenza di viaggi in zone endemiche, si considera che la probabilità di un’ulteriore diffusione del virus attraverso un contatto stretto, ad esempio durante le attività sessuali, è considerata alta. La probabilità di trasmissione tra individui senza contatto stretto è considerata bassa”.

La “trasmissione interumana”, spiega la circolare, “avviene attraverso il contatto stretto con materiale infetto proveniente dalle lesioni cutanee di una persona infetta, nonché attraverso droplet in caso di contatto prolungato faccia a faccia e attraverso fomiti. Inoltre, il virus può essere trasmesso per contatto diretto con i fluidi corporei di una persona infetta. Il contatto di mucose o cute non intatta con lesioni esantematiche aperte o con oggetti contaminati come fomiti o indumenti”.

Vaiolo scimmie. Nel mirino anche gli animali da compagnia

“Attualmente – si legge nella circolare – si conosce poco sull’idoneità delle specie animali europee peri-domestiche a fungere da ospite per il virus del vaiolo delle scimmie. Tuttavia, si sospetta che i roditori, e in particolare le specie della famiglia degli Sciuridae (scoiattoli), siano ospiti idonei, più dell’uomo. La trasmissione dall’uomo agli animali è quindi teoricamente possibile”.