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Twitter, Campomenosi: basta minacce Ue a Musk. Porre l’attenzione su cinese TikTok

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L'applicazione TikTok (foto d'archivio)

“Oltre a impiegare il proprio tempo a minacciare di sanzioni Elon Musk per la sua gestione di Twitter, le istituzioni Ue forse farebbero meglio a concentrarsi anche su Tiktok e ai rischi per la privacy e la gestione dei dati dei cittadini da parte del gigante cinese”.

Lo ha dichiarato ieri l’eurodeputato genovese Marco Campomenosi, capo delegazione della Lega al Parlamento Europeo, componente della commissione per il Mercato interno e la protezione dei consumatori, in questi giorni in missione a Dublino con il Parlamento europeo.

Tra l’altro, una recente inchiesta della prestigiosa rivista internazionale “Forbes” ha evidenziato che centinaia di dipendenti della cinese “ByteDance”, la società madre che controlla TikTok, hanno lavorato o lavorano tuttora per media e pubblicazioni della Repubblica popolare cinese. Tra queste organizzazioni compaiono Xinhua News Agency, China Radio International e China Central/China Global Television, identificate dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti come “foreign missions” ovvero enti “sostanzialmente di proprietà e di fatto controllati da un Governo straniero”.

“Data la grande preoccupazione per le influenze esterne, oltre ai tweet di sfida dei commissari Breton e Jourova contro il Ceo di un social network che conta circa 50 milioni di utenti in Ue – ha aggiunto Campomenosi – sarebbe il caso di porre l’attenzione anche su usi, comportamenti e rischi connessi all’attività di una società con sede a Pechino che l’anno prossimo conterà circa 250 milioni di utenti nella sola Europa, la maggior parte dei quali under 30 e un terzo dei quali tra i 13 e i 19 anni, esigendo garanzie su tematiche fondamentali quali trattamento dati personali e pubblicità.

Tuttavia, il problema principale da affrontare e superare, per Bruxelles, riguarda il fatto che in Ue tutte queste società abbiano sede in Irlanda per motivi fiscali e l’autorità locale competente, la Irish Data Protection Commission, che nella stragrande maggioranza dei casi non si pronuncia rispetto ai ricorsi dei singoli consumatori europei in materia di privacy, come più volte denunciato dal Garante italiano per la protezione dati personali e come emerso in maniera emblematica nel 2021, con un inquietante 99,93% di reclami ‘Gdpr’ senza risposta.

Mentre altre potenze come Usa e India prendono provvedimenti, anche da parte della Ue servirebbe un approccio meno ideologico e più concreto per applicare al meglio le regole esistenti senza discriminazioni e per affrontare seriamente il caso Tiktok, per tutelare i nostri cittadini, in particolare i più giovani”.

Lo ha dichiarato ieri l’eurodeputato genovese Marco Campomenosi, capo delegazione della Lega al Parlamento Europeo, componente della commissione per il Mercato interno e la protezione dei consumatori, in questi giorni in missione a Dublino con il Parlamento europeo.