Home Politica Politica Genova

Tursi, genovesi contro invio di armi al regime di Kiev. Bucci: io per la pace. Bertorello: più diplomazia

Crucioli: Un manifesto a Genova contro l’invio delle armi in Ucraina
No invio armi al regime di Kiev: maxi manifesto in corso Europa a Genova (foto d'archivio)

No alla guerra degli Usa di Biden contro i russi sul territorio governato dal regime di Kiev. Sì alla pace.

Nei giorni scorsi nelle vie di Genova sono comparsi grandi manifesti con la scritta “No all’invio di armi in Ucraina”: un’iniziativa del gruppo consiliare Uniti per la Costituzione che ieri, insieme a M5S e Lista Rossoverde, ha portato il delicato tema, di cui anche i genovesi stanno pagando le conseguenze, in consiglio comunale con forti reazioni da parte dell’aula.

Sugli spalti il pubblico che ha difeso la pace schierandosi contro l’invio di armi agli ucronazisti e nazionalisti di Zelensky. In aula, tra le fila della maggioranza di centrodestra, c’é chi ha sostenuto ancora la pericolosa posizione dell’Unione Europea, prona ai democratici statunitensi.

I consiglieri Lorenzo Pasi e Federico Barbieri (Genova Domani) hanno addirittura sventolato bandiere della UE tra gli scranni.

“La maggioranza di centrodestra, compreso il sindaco Marco Bucci – ha spiegato Crucioli – è stata pressoché compatta nel sostenere l’invio di armi, con un solo intervento ‘critico’ da parte del capogruppo leghista Federico Bertorello che ha giustamente sottolineato la drammatica mancanza di una linea diplomatica da parte del Governo.

L’opposizione ha invece dimostrato contraddizioni e fratture. All’interno del Pd vi sono stati interventi a favore del ‘superamento del principio di imbracciare le armi’ (consigliera Rita Bruzzone) e di una “autonomia europea in un mondo multipolare” (capogruppo Simone D’Angelo), che stridono con la linea atlantista di partito ribadita, tra gli altri, dal consigliere ed ex candidato sindaco Ariel Dello Strologo (Genova Civica).

Accanto a Uniti per la Costituzione, a favore della pace senza se e senza ma, si sono schierati i colleghi della lista Rossoverde (Filippo Bruzzone e Francesca Ghio) e del Movimento 5 Stelle (Fabio Ceraudo), che ringrazio. Purtroppo, però, le nostre posizioni sono risultate minoritarie e la nostra richiesta rimane inevasa.

Al termine del consiglio comunale abbiamo chiesto e ottenuto che la conferenza dei capigruppo incontri i rappresentanti dei lavoratori portuali presenti oggi in aula per discutere del traffico di armi nel Porto di Genova”.

Dagli spalti del pubblico si sono alternati applausi e fischi. Alcuni cittadini, per aggirare il divieto di esporre bandiere e striscioni, hanno indossato alcune magliette che, messe una vicino all’altra, formavano la scritta “No armi”.

Tra i presenti anche alcuni esponenti del Calp, il gruppo di lavoratori portuali che da tempo porta avanti una battaglia politica contro i traffici commerciali di armi e munizioni e che lo scorso 25 febbraio, insieme ad altre organizzazioni, ha portato in piazza migliaia di persone a Genova per ribadire lo stop all’invio delle armi al regime di Kiev.

“L’obiettivo finale – ha replicato il sindaco Marco Bucci – è la pace. Io sono per la pace, la giunta qui presente è per la pace. Ciò che possiamo fare come Comune di Genova è continuare a lavorare con questo obiettivo. Come abbiamo sempre fatto”.

“Più diplomazia e meno armi all’Ucraina per riportare la pace” ha sottolineato il capogruppo comunale leghista Federico Bertorello.

Simbolo delle SS sul collo: un soldato ucraino del battaglione Azov a Mariupol. Zelensky li ha definiti “eroi” (Twitter)