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Titolazione sala consiliare a Pertini, Plinio a Toti: vergogna. Non è figura unificante

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Presidente Pertini rende omaggio a bara di Tito, responsabile massacri foibe e pulizia etnica italiani

“Che vergogna titolare la sala a Sandro Pertini anche con i voti dei consiglieri di centrodestra e aderendo a una richiesta dell’Anpi. Pertini non è una figura unificante”.

Lo ha dichiarato ieri l’ex vicepresidente di Regione Liguria e attuale esponente di CasaPound Gianni Plinio in merito alla titolazione a Sandro Pertini della sala consiliare, che ha rivolto una “vibrata protesta” al governatore Giovanni Toti.

“Nel 1953 – ha aggiunto Plinio – celebrò Stalin in Parlamento, in occasione della morte del sanguinario dittatore sovietico.

Da presidente della Repubblica concesse grazia e pensione all’ex partigiano comunista Toffanin condannato all’ergastolo per la strage di Porzus in cui furono trucidati 17 partigiani bianchi.

Nel 1980 partecipò commosso ai ferali del presidente jugoslavo Tito, primo responsabile delle foibe e del genocidio degli italiani, giungendo a baciare la bandiera che avvolgeva la bara.

A tutti è noto come Pertini sia stato uno spietato capo partigiano durante la guerra civile il cui nome ricorre in molte vicende oscure di quei tempi.

Prima di spendere un sacco di denari per restaurare a Stella la casa natale di Pertini e dedicargli la sala consiliare, il presidente Toti avrebbe fatto bene a documentarsi e riflettere sull’opportunità, alla vigilia del voto regionale, di mortificare i tanti elettori di destra che non vogliono assolutamente associarsi alla gratuita celebrazione di figure dubbie e divisive del socialcomunismo”.

All’unanimità il Consiglio regionale della Liguria nell’ultima seduta della X legislatura aveva approvato un ordine del giorno che impegna la Giunta Toti a intitolare l’aula dell’assemblea a Sandro Pertini.