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Prof. Bassetti: fuori dagli ospedali i sanitari no-vax, la politica batta un colpo

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Sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri (M5S) e prof. Matteo Bassetti (foto di repertorio fb)

“Fuori dagli ospedali i sanitari che non si vaccinano. La politica batta un colpo su quest’argomento”.

Lo ha dichiarato oggi su fb il direttore della clinica di Malattie infettive del policlinico San Martino di Genova Matteo Bassetti, che ha inoltre pubblicato la missiva ricevuta dal figlio di un paziente contagiato dal Covid-19 al padiglione Maragliano, dove lavora l’infermiera no-vax.

Infermiera no-vax e focolaio al S. Martino: salgono a 14 i pazienti positivi al Covid

“Questo – ha aggiunto il prof. Bassetti su fb – è il messaggio che ho ricevuto ieri sera dal figlio di uno dei pazienti che si sono infettati al San Martino per il cluster causato da un sanitario no-vax. Leggerlo mi fa oggi molto male.

Io e il team che dirigo faremo di tutto per curare il suo papà al meglio. La nostra prima missione è quella di non cagionare sofferenza, il famoso ‘primum non nocere’.

Chi tra noi sanitari non si vaccina, potendo provocare una infezione, disattende a un nostro dovere”.

Ecco il testo della missiva.

“Buonasera Professore. Sono il figlio di uno degli undici contagiati. Penso capisca benissimo il livello di disperazione e sconforto in cui la mia famiglia è piombata.

Abbiamo affidato nostro padre all’ospedale San Martino sicuri di poter affrontare in sicurezza le sue patologie, mentre ora ci ritroviamo questa doccia fredda che ci sta facendo temere il peggio.

Vorrei esprimere un piccolo pensiero per tutti quelli che servono la comunità.

Io stesso faccio un lavoro per il quale sono stato inserito tra le categorie a rischio ed ho avuto l’opportunità di fare il vaccino (AstraZeneca per la precisione).

Nonostante possa aver avuto dei timori e la mancanza di certezza di sicurezza/efficacia, ho, penso coraggiosamente, deciso di farlo senza esitazione alcuna perchè mi fido della scienza quale unico strumento che in questa fase può aiutarci e, soprattutto, ho pensato alle persone che potenzialmente potrei contagiare. Sia che essi siano i miei famigliari, sia si tratti dell’utenza cui mi rivolgo per lavoro.

Inoltre, confido veramente in Lei, nei suoi collaboratori e nelle cure più aggiornate che state portando avanti. Coraggio papà!!”.