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Prima che il coronavirus lambisca il cervello…

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Prima che il coronavirus lambisca il cervello…

Solo un paio di settimane fa, in regime di consigliate blande attenzioni (my God, era solo un po’ più di un’influenza…) si notavano giovani salire in bus e tossicchiare intenzionalmente a bocca aperta, tanto per provare a seminare un fil di panico.

Una settimana fa in un supermercato che impone i guanti a chi entra, provavo a rammentarli ad un ragazzo cinese che circolava senza, guadagnandomi la reazione stizzita e una botta di razzista da una italianissima e frettolosa giovincella (guantata).

Prima che il coronavirus lambisca il cervello…

Ma qualche giorno fa, una ragazzetta che ha provato ad entrare tossicchiando in un bus di zona tra utenti mascherati, dichiarando che tanto era giovane e non si prendeva niente, è stata costretta a scendere da un coro unanime di “scema” e “cretina”.

Insomma, la paura ha preso il sopravvento, ha chiuso gli sconti e adesso è reale. Nè paiono rassicurare provvedimenti congestionati e confusi a tutela della salute che vengono dall’alto.

Quando programmo le rare uscite per la spesa o la farmacia, non so più nemmeno io se temo di più la  possibilità di non saper dare una risposta convincente ad un eventuale controllo o il pericolo di prendermi il virus nonostante le precauzioni…

A proposito, visto che le mascherine omologate sono introvabili, mi chiedo per quale motivo non abbia sentito ancora qualche esperto consigliare una mascherina fai da te almeno parzialmente efficace.

Ho scovato in un cassetto un sex cover di velo da massaggiatori, ancora intatto nell’involucro, e ho domandato ad un sanitario come e se potevo adattarlo.  Bene, imbottendolo di cotone e avvolgendolo nel domopak da alimenti può diventare una blanda protezione; purtroppo ho scoperto che, indossandolo, diventa un po’ difficoltoso respirare normalmente e… i cagnoni del  condominio, incontrandomi, sussultano di paura!

Dunque, che si può fare nella clausura obbligatoria? Per esempio si guarda la Tv, dove “esperti” maschi e femmine ti insegnano cosa devi fare.

Per una famosa signora devi riprendere a lavorare a maglia: già, ma la lana dove la compri, al mercato nero?  Per qualcun altro devi fare ginnastica: guardo perplessa la mia cyclette, che da tempo funge da attaccapanni, mi sembra che ricambi con uno sguardo dubbioso.

Per un medico (che qualche settimana fa, a proposito di distanze, assicurava di continuare tranquillamente rapporti ravvicinati con la consorte) la carta vincente è chiudere in casa i vecchi, cioè  gli over sessantacinque: ma non si  dichiarava, poco tempo fa, che la vecchiaia comincia dopo i settantacinque?

E la spesa? Ah, una volta alla settimana, ma senza fare scorte, tanto i supermercati sono sempre aperti; ma se non fai scorte come fai a farla una volta tanto?

Una cosa è certa: quando e se ne usciremo almeno due categorie di lavoratori subiranno un pazzesco incremento di fatturato: gli psicologi e gli avvocati.

E i nostri parchi, passeggiate e spiagge saranno affollatissimi, si vedranno sconosciuti discorrere come vecchi amici, più o meno come succede al Sud.

Che nessuno si offenda, abbiamo fatto per provare a sorridere, appunto perchè per sorridere di questi tempi bisogna proprio allenarcisi.

Elisa Prato