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Pd: riforma Bucci su Municipi genovesi marcia indietro in 50 anni di decentramento

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Tursi, capogruppo comunale del Pd Alessandro Terrile (foto di repertorio fb)

“La riforma approvata dal consiglio comunale di Genova rappresenta la prima marcia indietro rispetto alla storia di progressivo decentramento, iniziata nella nostra città con i Consigli di quartiere nel 1969”.

Lo hanno dichiarato ieri sera i consiglieri comunali del Pd.

“Da allora e fino a oggi – hanno aggiunto – il Comune di Genova ha sempre proseguito nella devoluzione di competenze e funzioni ai Municipi, nella consapevolezza che la macchina amministrativa funziona meglio nell’equilibrio tra la necessaria visione generale e la rappresentanza dei territori.

Con la procedura d’urgenza, per fare prima del Consiglio di Stato che si pronuncerà nei prossimi mesi sull’accentramento dei servizi sociali, e contro il parere di sei Municipi su nove, questa riforma ha l’unico scopo di limitare le competenze dei Municipi e delegittimarne l’autorevolezza che si sono conquistati sul campo in questi anni.

La riforma sottomette l’intera struttura municipale a un direttore che risponde al Sindaco, elimina le competenze sui servizi scolastici, le limita sui servizi sociali e sulla viabilità locale. Abolisce il budget autonomo per le manutenzioni, e perfino limita la facoltà di proposta dei Municipi.

Una riforma che non è solo un errore, è un’illusione. Pensa di fare tacere chi dà voce ai territori, umiliando i Municipi.
Abbiamo votato contro e continueremo a dare battaglia dentro e fuori l’aula, a fianco delle tante donne e dei tanti uomini che credono nel valore del decentramento e della politica vicina ai cittadini”.