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Morte di Emanuele Galeppini, oggi l’autopsia a Roma

Morte di Emanuele Galeppini, oggi l’autopsia a Roma
Emanuele Galeppini

Disposti nuovi accertamenti sul sedicenne genovese morto nell’incendio di Crans-Montana

È atteso per oggi l’esame autoptico sul corpo di Emanuele Galeppini, il ragazzo genovese di 16 anni deceduto durante l’incendio scoppiato nella notte di Capodanno all’interno del locale La Constellation, a Crans-Montana. L’accertamento rientra nell’inchiesta coordinata dalla Procura di Roma e punta a chiarire in modo definitivo le cause del decesso.

Gli accertamenti disposti dalla Procura

L’autopsia segue la tomografia computerizzata eseguita nella giornata precedente sul corpo del giovane. Entrambi gli esami sono stati affidati a un collegio di periti nominati dall’autorità giudiziaria romana, con l’obiettivo di ricostruire le circostanze della morte e verificare eventuali elementi incompatibili con la dinamica dell’incendio. Per i familiari è stata nominata una consulente di parte che affianca le operazioni tecniche.

I dubbi della famiglia sulle cause del decesso

I genitori del sedicenne chiedono risposte precise su come sia morto il figlio. Secondo quanto riferito dai legali che li assistono, sul corpo non sarebbero stati rilevati segni evidenti di ustioni né ferite riconducibili direttamente alle fiamme. Anche gli effetti personali, inclusi documenti e telefono cellulare, sarebbero stati ritrovati addosso al ragazzo. Nonostante ciò, al termine delle ricerche iniziali, per l’identificazione formale è stato richiesto un esame del Dna.

L’incendio nella notte di Capodanno

Il rogo divampato durante i festeggiamenti di fine anno nel locale svizzero ha provocato una delle più gravi tragedie recenti in ambito europeo. Il bilancio complessivo parla di quaranta vittime e oltre centodieci feriti, tra i quali diversi cittadini italiani. La rapidità con cui fiamme e fumo si sono diffusi all’interno della struttura ha reso difficili le vie di fuga.

Le ipotesi sulle condizioni di sicurezza

Molti corpi sono stati rinvenuti lungo le scale o in prossimità delle uscite, un elemento che ha alimentato interrogativi sulle misure di sicurezza del locale. Tra i punti finiti sotto osservazione figurano la possibile chiusura di una porta di servizio e la presenza di materiali facilmente infiammabili, fattori che potrebbero aver contribuito alla propagazione del fumo tossico. Le verifiche tecniche e giudiziarie proseguono in parallelo agli accertamenti medico-legali.

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