Home Spettacolo Spettacolo Genova

La Val Trebbia sotto la neve: una fiaba da raccontare | Fotogallery

0
CONDIVIDI
La strada per Casaleggio a Torriglia

Era dagli anni ’80 che le valli alle spalle di Genova non venivano imbiancate così da diverse e massicce nevicate. Le immagini di oggi ci riportano agli anni 1981 e 1985 quando se volevi uscire e andare al lavoro dovevi alzarti all’alba, stivali di gomma ai piedi, armarti di pala e spalare montagne di neve per poter aprire il portone di casa.

Torriglia durante le feste con la neve

Quello che ieri si chiamava il genovesato e oggi si chiama Città Metropolitana di Genova è sepolto da una coltre di neve che gli abitanti di questi luoghi non vedevano da parecchio tempo.

Dai 30 cm di neve al metro e più la Val Trebbia, la Valle Scrivia, la Val d’Aveto, la Valle Stura e la Val Polcevera offrono in questi giorni paesaggi da fiaba che meritano di essere visitati. Ne abbiamo scelto alcuni immortalando immagini che sembrano trasformare il nostro l’Appennino Ligure nelle Dolomiti trentine.

La Statale 45 che porta a Torriglia

Salendo in macchina da Genova diretti verso la Val Trebbia si percorre la statale 45 e superato il passo della Scoffera il paesaggio inizia a trasformarsi.

Catene montuose poco elevate spruzzate di bianco iniziano ad intravedersi; si sale verso nord costeggiando il versante che separa la Valle Scrivia dalla val Trebbia e si raggiunge Torriglia. Proseguendo per la statale 45 si entra inVal Trebbia, una delle valli più belle alle spalle di Genova.

Torriglia

La prima breve sosta nel centro di Torriglia, prima di partire alla scoperta degli angoli più suggestivi di questo territorio.

Montagne di neve accatastate ai fianchi della strada e sulle piazze centrali, strade perfettamente percorribili sia in auto che a piedi. Una bianca e candida coltre di neve ricopre il campo da pallone, il campo di bocce estivo e i due parchi giochi per bambini nell’area parrocchiale alle spalle della Chiesa.

Due persone a cavallo passeggiano per le vie del paese, alcuni bambini della zona si rincorrono e si prendono a palle di neve sotto gli occhi di mamma e papà, un cane corre e si tuffa nella neve in un’area recintata a fianco al campo da tennis dove la rete è piegata dalla neve. Dalle ringhiere delle case penzolano lunghi pezzi di ghiaccio e dai tetti spuntano enormi cumuli di neve pronti a scivolare giù per terra.

Dalle fontane delle piazze e dagli antichi trogoli nel centro storico sgorga un’acqua gelida che fa venire i brividi solo a guardarla.

L’archivolto di Torriglia

Le macchine parcheggiate da qualche giorno sono sommerse dalla neve e alcune rimarranno così per un po’. Lungo la via principale del paese la neve non ha fermato la produzione dei rinomati canestrelli, dei quali si assapora l’aroma durante la cottura mentre si passeggia sotto l’ennesima nevicata. Due passi nel centro storico, poca gente in giro; la temperatura esterna indica 0 gradi.

Un’ultima occhiata al Castello di Torriglia, risalente all’anno 1000 e antico possedimento delle famiglie Malaspina, Doria e Fieschi, che domina dal suo promontorio l’intero abitato; osservandolo da un punto di vista privilegiato appare circondato da prati innevati e la sua struttura in pietra si erge ancora imponente.

Il castello di Torriglia

Alle spalle del Castello di Torriglia, all’orizzonte, si staglia la vetta del Monte Prelà ricoperta di neve come non si vedeva da anni.

E’ il caso di salire in quota e andare a dare un’occhiata. Uscendo dal paese, le antiche dimore nobiliari di fine ‘800 e inizio ‘900 stupiscono con i loro parchi ricoperti dalla neve; eleganti ville liberty testimonianza ancora oggi di una villeggiatura aristocratica della “belle epoque” ligure che si è fatta protagonista in quegli anni di una profonda rinascita urbanistica di queste zone.

Il tramonto con la neve in Val Trebbia

Svoltando a sinistra e percorrendo in auto la SP15 si supera il borgo di Acquabuona, da dove si gode di una stupenda panoramica del fondo valle con Torriglia al centro e dell’orizzonte appenninico, al termine del quale si staglia imponente il Monte Fasce con i suoi 834 mt. Qualche curva stretta a gomito e un paio di tornanti e il paesaggio assume toni da fiaba. La temperatura esterna crolla sotto lo zero e batte un vento gelido; 1000 mt di altitudine.

La neve domina incontrastata la vegetazione del posto; alberi piegati dal peso della neve e montagne ai lati della strada rendono difficile qualsiasi manovra in auto ma la strada è pulita. Automobili ferme ai bordi della strada e macchine fotografiche impazzite ad immortalare il meraviglioso paesaggio che ci si trova davanti, inaspettato.

Quota 1000 sul Monte Prelà

Sovrano incontrastato il Monte Prelà con i suoi 1406 mt di altitudine; dalle sue pendici nascono i fiumi Scrivia e Trebbia, entrambi affluenti del Pò, che disegnano le due valli omonime che in questa zona vanno ad intrecciarsi. Qualcuno munito di equipaggiamento idoneo si avventura nei sentieri che durante la bella stagione conducono sul Monte Antola; prati imbiancati disegnati soltanto dalle impronte di cervi e daini che scorrazzano indisturbati queste vette all’alba e all’imbrunire. Quest’anno con la neve caduta non è raro imbattersi in questi esemplari di rara bellezza anche durante le ore centrali del giorno; diversi gli avvistamenti segnalati in questi giorni anche nel centro di Torriglia.

Quota 1000 sul Monte Prelà

La voglia di fare due passi nella neve alla scoperta di piccoli borghi antichi è forte; si torna a valle. Ad 1 km da Torriglia si raggiunge la piccola frazione di Casaleggio. Un gioiellino di villette con giardini privati, antiche case e vecchie cascine; tutto intorno prati e abeti imbiancati dalla neve.

Casaleggio

Una piccola pieve sulla strada principale, nessun esercizio commerciale; oasi di pace e tranquillità in inverno come d’estate. Superato il borgo ci si addentra nei boschi di faggi e castagni; in estate e in autunno meta preferita dei cercatori del fungo porcino, mentre ora sottobosco imbiancato di rara bellezza.

Il sottobosco di Casaleggio

Non rimane che salire nuovamente in macchina, svalicare al di là della galleria della Buffalora e dare una sbirciatina alla Val Trebbia.

Buffalora, 850 mt di altitudine e poche case sparse; la si raggiunge imboccando la vecchia SP 62 che collegava Torriglia alla Val Trebbia.

Copiose nevicate hanno trasformato il paesaggio in una nuvola bianca e soffice; la neve fresca ricopre la folta vegetazione tipica dell’Appennino Ligure.

Una casetta nella pineta a Casaleggio

E’ l’Alta Via dei Monti Liguri innevata, con i suoi sentieri da percorrere a piedi in primavera a caccia di volpi e faine, insieme a narcisi e ranuncoli, che svalica da queste parti.

La neve nasconde i frassini e i faggi, i noccioli e i castagni che dominano i boschi; antiche mulattiere che portano a minuscole frazioni come Fricciallo ricoperte di ghiaccio per il sole che non riesce a sciogliere la neve durante il giorno. Aceri e frassini addormentati e piegati dalla neve disegnano un paesaggio incantato.

La galleria di Buffalora

Ed ecco la mitica SS 45 che ciascuno dovrebbe percorrere in auto o in moto almeno una volta nella vita. Principale arteria di collegamento tra Genova e Piacenza, linea di congiungimento tra Appennino Ligure e Appennino Emiliano, naturale sbocco dal mare alla pianura padana.

“E’una strada tortuosa” come la definì Giorgio Caproni, che insegnò in queste valli nel secolo scorso, dove “a ogni svolta la sorpresa sovrasta l’attesa”. Ed è proprio così. Le montagne, i boschi fitti e i tornanti assumono con la neve un aspetto di rara bellezza; impossibile non apprezzarne la particolarità che rende tutta la Val Trebbia unica in ogni stagione.

La chiesa di Montebruno

Montebruno è un piccolo borgo antico, preservato nel tempo. Il suo valore naturalistico, paesaggistico e culturale appare intatto. Qui tutto è rimasto come una volta: il piccolo ponte medievale sul fiume Trebbia, il Santuario con i suoi tesori, il Museo di Cultura Contadina Alta Val Trebbia dove si può ammirare l’intero ciclo della vita contadina che regnava un tempo da queste parti e rimasta ancora viva nei ricordi degli abitanti del luogo.

Due passi nel borgo per scoprire: piccole botteghe artigiane del legno, maestri fornai di generazione che lavorano il pane con il lievito madre vivo, bar di paese dove tutti si conoscono e si passano le giornate tra un bicchiere di vino e una partita a carte.

Qui si possono scovare giovani che hanno lasciato la città per produrre miele di montagna e formaggi di capra, oppure lavoratori genovesi che non vedono l’ora di saltare in macchina e raggiungere questi luoghi ameni dove davvero il tempo sembra essersi fermato. La neve rende ancora più magico questo piccolo mondo antico.

Il ponte romano di Montebruno

Se si continua ancora verso il confine tra Liguria ed Emilia Romagna si incontra Loco. Piccolo paesino sul fiume Trebbia a 658 mt di altitudine.

Il Comune è quello di Rovegno e il territorio il Parco dell’Antola. Il campanile e la chiesa sembrano proteggere il minuscolo borgo, mentre tutto intorno campi coltivati ricoperti da una candida coltre di neve.

Loco

E’ tanta la voglia di proseguire nel viaggio alla scoperta della Val Trebbia, salendo su a Fontanigorda, a Casanova, a Canale, proseguire verso Fontanarossa e arrivare fino a Gorreto, per poi tornare indietro, risalire fino a Barbagelata e magari sconfinare giù nella Val D’Aveto.

Ma purtroppo la nostra clessidra è terminata e ci teniamo queste tappe per la prossima nevicata che siamo sicuri ci regalerà altre meravigliose sorprese. Sabrina Malatesta (Foto Sabrina Malatesta)

Fotogallery della Val Trebbia innevata