All’Einaudi Chiodo lezioni facoltative e supporto psicologico dopo la morte di Abanoubi Youssef
All’Istituto professionale Einaudi Chiodo della Spezia il rientro in aula è avvenuto in modo limitato, a pochi giorni dall’accoltellamento mortale che venerdì scorso ha portato alla morte dello studente diciottenne Abanoubi Youssef. All’apertura dell’ingresso laterale di via Capellini, poco dopo le 8, solo una parte degli iscritti ha varcato la soglia della scuola, mentre altri ragazzi si sono fermati all’esterno per rendere omaggio al compagno con uno striscione commemorativo, prima di allontanarsi.
Le decisioni dell’istituto dopo la tragedia
Il Consiglio d’istituto ha adottato una delibera che prevede la non contabilizzazione delle assenze per gli studenti che, tra il 20 e il 23 gennaio, non si sentono pronti a riprendere regolarmente le lezioni. La misura è stata pensata per consentire a ciascuno di affrontare il rientro secondo i propri tempi, in un contesto segnato da un forte impatto emotivo sull’intera comunità scolastica.
Il messaggio della dirigente scolastica
La dirigente Gessica Caniparoli ha spiegato che la scuola ha avviato un percorso di elaborazione del lutto condiviso, accompagnato dall’attivazione di un supporto psicologico dedicato a studenti e personale. Nel messaggio rivolto alle famiglie e ai ragazzi, la dirigente ha sottolineato l’impegno a garantire condizioni di sicurezza adeguate, grazie al coordinamento con le istituzioni competenti e al sostegno del Ministero dell’Istruzione.
Gesti di ricordo e aule semivuote
Alcuni compagni di classe di Abanoubi Youssef sono entrati brevemente nell’aula per deporre mazzi di fiori sul banco del giovane, lasciando poi nuovamente l’edificio. Nelle classi dell’istituto tecnico e professionale la presenza degli studenti è rimasta contenuta. All’esterno non si registravano più assembramenti, ma restavano visibili i cartelli e i messaggi lasciati nei giorni precedenti. Tra questi, una nuova scritta apparsa su un muro dell’istituto recitava “non si può morire a scuola”, firmata simbolicamente da un docente.
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