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La classe di Vincenzo Manna al Teatro Gustavo Modena

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La classe di Vincenzo Manna al Teatro Gustavo Modena

Ambientato nella periferia di una cittadina europea, lo spettacolo La classe, in scena da martedì 28 al Teatro Gustavo Modena, va al cuore di problemi che investono l’intera società occidentale

Prodotto da Società per Attori, Accademia Perduta Romagna Teatri e Goldenart Production, La classe è frutto di una sinergia che ha coinvolto soggetti impegnati nella ricerca sociologica, nella formazione e nella psichiatria sociale (Tecné, Phidia e SIRP). Il testo scritto da Vincenzo Manna ha preso spunto in particolare da uno studio basato su circa 2000 interviste rivolte a giovani tra i 16 e i 19 anni.

I protagonisti sono un gruppo di studenti difficili e Albert, un immigrato di terza generazione al suo primo incarico come professore, chiamato a insegnare in un corso di recupero crediti. Sia il giovane docente che i ragazzi hanno davanti agli occhi situazioni di disagio, tra crisi economica e conflitti sociali, e un decadimento generalizzato, apparentemente inarrestabile. A fianco al loro istituto scolastico c’è un immenso campo profughi, dispregiativamente soprannominato lo Zoo, popolato da centinaia di rifugiati in fuga da una sanguinosa guerra civile, che a pochi chilometri dal confine europeo sta decimando intere città. Facendo breccia nella rabbia dei ragazzi, il professore li coinvolge in un progetto che li porterà a toccare con mano la realtà dello Zoo. Gli esiti saranno imprevedibili e cambieranno per sempre la vita di tutti.

Interpretato da Claudio Casadio, Andrea Paolotti, Brenno Placido, Edoardo Frullini, Valentina Carli, Andrea Monno, Cecilia D’Amico, Giulia Paoletti e diretto da Giuseppe Marini, La classe – riconosciuto dalla critica come uno degli esempi di teatro civile più significativi degli ultimi tempi e sostenuto da Amnesty International – non vuole essere solo denuncia di situazioni incandescenti, presenti in Italia come in tutta Europa, ma anche un atto di fede nelle nuove generazioni, con la speranza che cultura ed empatia consentano agli uomini e alle donne di domani di leggere la realtà che ci circonda al di là dei preconcetti.