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Kustendorf sotto la neve, apre con una mostra di Miljen Kreka Kljakovic

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Oggi il Festival di Kustendorf apre sotto una coltre di neve con un evento culturale. Kusturica quest’anno pone l’attenzione in modo peculiare, oltre che ai films, anche alla diffusione della conoscenza di un certo tipo di opere artistiche.

Ci ritroviamo infatti all’ora di pranzo presso la galleria Kapor, che prende il nome dallo scrittore yugoslavo Momo Kapor (1937/2010), all’inaugurazione della mostra dedicata a Miljen Kreka Kljakovic, soprannominato Kreka, la cui presenza è indispensabile e quasi onnipotente dietro a molte delle pellicole di maggior successo che noi vediamo.

Kreka è story border, scenografo, responsabile di set, tra i più talentuosi ed affermati nel cinema mondiale. Quando guardiamo un film di solito non ci curiamo dell’involucro esterno, ma senza il lavoro della figura dello story border e scenografo, i film che necessitano di ricostruzioni di edifici storici, non sarebbero attuabili.

Il professore Emir chiaramente presiede all’inaugurazione. Tra Emir e Kreka negli anni passati è intercorsa una sinergica collaborazione, rendendo possibile la realizzazione di Arizona Dream (1993) e di Underground (1995).

Di Underground proprio alla mostra sono esposti gli schizzi dello stoary board ed è effettivamente arricchente osservarli, sia per la loro bellezza in sè in quanto “arte”, ma anche per intuire meglio il delicato lavoro di squadra che si cela dietro ad ogni film. Per quanto concerne Underground, in un’intervista dell’epoca, Kreka affermava che il suo entusiasmo fosse notevole appena Kusturica gli inviò la sceneggiatura, iniziando ad effettuare schizzi ancor prima della firma del contratto.

Presente alla mostra anche un suo schizzo dello storyboard del film The sin eater di Brian Helgeland, in Italia uscito con il titolo La setta dei dannati (2003), girato e ricostruito proprio nei nostrani studi di Cinecittà. Un allestimento davvero molto interessante!

Il pomeriggio prosegue con la proiezione di un film dal contenuto davvero molto marcato. Il film è Taxi Sofia (2017) e l’autore è Stephan Komandarev, sceneggiatore, regista e produttore bulgaro, per la prima volta ospite del Kustendorf, accolto con la calda modalità serba, che vede l’offerta di rakija da parte di una ragazza ed un ragazzo in abito tradizionale, nella piazzetta del villaggio di Kustendorf dinanzi alla cappella ortodossa dedicata a San Sava.

Taxi Sofia pone in evidenza la povertà in cui versa la società bulgara e la conseguente violenza. Nel visionare questa pellicola si prova un brivido di paura, la paura di una povertà economica non sostenibile, in cui ci si auspica che nessuno Stato precipiti mai.

Il Soggetto di fatto descrive la vita a Sofia attraverso scorci di quotidianità dei tassisti che ci lavorano. Sicchè è un film molto interessante, anche dal punto di vista tecnico. Ma l’ispirazione da cui trae origine presenta una sfumatura amara. In effetti Komandarev, nel workshop immediatamente seguito alla proiezione, dichiara che l’essere padre l’ha motivato nella stesura del film, in quanto è molto preoccupato rispetto alla società in cui cresceranno i propri figli.

Lui stesso riferisce che il salario medio per un impiego di rispetto è intorno ai 600 euro al mese e come molti insegnanti, fisici siano costretti a svolgere il secondo lavoro che comunemente a Sofia si identifica nella mansione del “tassista di notte”, professione indispensabile per “arrotondare” in modo da poter sfamare dignitosamente la propria famiglia.

Le storie cui si è ispirato sono reali. Nell’insieme racconta una società tanto povera da diventare facinorosa. Passeggeri aggressivi oppure tassisti violenti. In alcuni casi tassisti che fungono da psicoterapeuti rispetto ai passeggeri. Il regista dice che in tutta la Bulgaria i tassisti siano considerati quasi degli psicologi. Ed in effetti nel fiim è presente una scena in cui un tassista riesce a distogliere dall’intento di suicidio un professore di filosofia, amareggiato perché non riesce ad arrivare a fine mese.

Film assolutamente da visionare ed al Kustendorf si è privilegiati, in quanto vengono proiettati film che difficilmente in Italia trovano un distributore, in quanto l’elemento culturale spesso non attrae il mercato.

La serata prosegue con la visione dei Cortometraggi in concorso degli studenti accreditati. Ma non è finita. Con ansia si attende la mezzanotte, ora in cui è previsto il concerto di Bajaga, rockman serbo apprezzatissimo. In molti giovani dalle zone circostanti stanno in effetti raggiungendo il Kustendorf, anche perché l’ingresso ad ogni evento è completamente gratuito.

Parte del Festival è finanziata dal ministero della Cultura serbo, perché in un paese come questo, la diffusione e condivisione del sapere e dell’arte assurge a pietra miliare della società.

Romina De Simone